Cosa distingue l'uno dall'altro ? Quando il sogno diventa reale e la realtà si trasforma in un sogno lontano ?
Mie care amiche, miei cari amici,
Buon Anno a tutti dal più profondo del cuore. Spero che il vostro Natale sia stato sereno, con spiritualità e da ricordare, con la vostra famiglia e i vostri amici per tutte le Feste.... fino al Capodanno.
Per farmi perdonare dell'assenza, ma vedo che anche l'anno scorso fu così, che comunque non mi ha fatto esimere da tenervi con me, vi dedico questa canzone. La ascoltai per la prima volta quando ero militare, nel 1995. Era incisa su una cassetta che mi aveva regalato tale Cavaggioni,
un ragazzo da paura, un vero duro ma una persona gentile e fica, che poi è rimasta alla donna a cui pensavo quando la ascoltavo. Non sapevo (come spesso accade e per questo metto le traduzioni) il significato delle parole. Capivo "Hijo de la Luna", e pensavo di essere io. Mi sentivo un ragazzo pieno di gioia, ma con un grande notturno dentro di me, che in quel periodo si ampliò a dismisura... ma comunque era il romanticismo che mi sembrava di vivere e di cui ero fiero, che riscattava ai miei occhi questo ragazzo che diventava anche pazzo...
Ma quella "Hembra Gitana", quella Donna Gitana, mi incuriosiva, mi faceva sognare di una creatura capace di amare più di se stessa, che mi donava notti e giorni di complicità, che soffriva e soprattutto gioiva per me e con me (soprattutto...) ...
Poi, dopo 14 anni, quando ormai pensavo da lungo tempo, che quella canzone fosse un magico dono inciso su una cassetta, magari passata di stecca in stecca negli anni, ritrovata in un armadietto abbandonato, e la cui incisione era ormai avvolta dal più profondo mistero, in televisione (Rai Uno tipo la trasmissione dei pacchi) la risento.
Non so dirvi la mia enorme sorpresa, la mia gioia infantile e delusione infantile (la mia magia era solo un incatesimo, che poi un incantesimo durato 14 anni buttalo via cazzo) nel risentirla e cogliere qualche parola in più...
Dopo alcuni giorni l'ho trovata, e ne ho tradotto il testo. Il mistero continua, la canzone non lascia subito capire cosa si intenda. Forse il significato rimane scolpito al primo ascolto, forse no. O forse si torna al primo significato, ma trasformati dal viaggio.
:-) un grande abbraccio.
(il mistero continua... non mi si sente il file. ho pure scaricato il mio credito di file inseriti mensilmente te li segna i tentativi... cacchio !)
Ricorro al vecchio YouTube, vediamo che esce fuori... questo è quello che mi piace di più... hehe (ne ho pure scoperto uno con Liv Tayler e Viggo Mortenser.... ;-) addirittura...
http://www.youtube.com/watch?v=MpItXkwKrcw
(24 gennaio, sentite questa versione.... )
http://it.youtube.com/watch?v=JRenWLlRHx4
Hijo De La Luna - Mecano
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Tonto el que no entienda. Luna quieres ser madre
Luna quieres ser madre
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Pazzo chi non capisce. Narra una leggenda Che una donna Gitana Pregò fino al mattino Piangendo lei chiedeva All’arrivare del giorno Di sposare un uomo gitano. “Avrai il tuo uomo dalla pelle scura” Dal cielo (paradiso) parlò “Ma in cambio io voglio Il primogenito Che partorirai da lui. Chiunque sacrifichi suo figlio Per non essere sola Lo amerebbe appena. Luna vuoi essere madre E tu non trovi un amante Che può renderti moglie Dimmi Luna d’argento Che cosa pensi di fare Con un bambino A-ha-ha, a-ha-ha Figlio della Luna Da un padre cannella nacque un bambino Bianco come il dorso Di un ermellino Con gli occhi grigio Invece che d’oliva Un ragazzo albino della Luna “Maledetta la sua matrice ! Questo figlio non è di un gitano E io non voglio tacere”. Luna vuoi essere madre E tu non trovi un amante Che può renderti moglie Dimmi Luna d’argento Che cosa pensi di fare Con un bambino A-ha-ha, a-ha-ha Figlio della Luna L’uomo gitano si credette disonorato Andò dalla sua donna coltello in mano “Di chi è questo figlio? Mi hai ingannato sempre”. E fino alla morte la colpì Poi andò alla montagna Con il bambino nelle sue braccia E lo abbandonò lì. Luna vuoi essere madre E tu non trovi un amante Che può renderti moglie Dimmi Luna d’argento Che cosa pensi di fare Con un bambino A-ha-ha, a-ha-ha Figlio della Luna E nelle notti Che hanno Sarà perché il bambino È di buon umore. E se il bambino piange Per fargli una culla E se il bambino piange Per fargli una culla |

Foto Tratta dal sito lalunaneldeserto.it
Foto Tratta dal sito la-luna-nel-pozzo.com
Urami-Bushi - Meiko Kaji
L'altra sera ho visitato un blog, dove in sottofondo ho ritrovato questa canzone.... che avevo sentito una volta, ma che mi sono subito ricordato. Era nel film Kill Bill. Una canzone meravigliosa, e pur non capendo nulla del testo in Giapponese, sia la musica che l'intonazione delle parole, mi piacevano così tanto che non l'ho più scordata. In realtà quando io la sento penso anche al film, a quello che la ragazza affronta, pur di raggiumgere il suo scopo, placare la sua rabbia, ricercare la giustizia e la pace. Ricordo sempre cos'è la crudeltà, e quanto noi tutti dobbiamo combatterla.
Ma l'altra sera, dopo averla riascoltata, pur essendo molto tardi e dovendo andare a letto (cercando di spezzare questa catena di nottate su splinder...) non ho saputo resistere, dovevo conoscere le parole e capire di cosa parlasse... e ho scoperto un mare di emozioni, che mi rimarranno sempre dentro.
Vi propongo quindi anche il testo, in Giapponese e Italiano. Vi consiglio di assaporare le parole in lingua originale. E' una canzone dolcissima, piena di passione. Una canzone, e un'artista Meiko Kaji, che conosce bene le donne, ne descrive il loro amore senza confine, la loro incredibile forza, la loro natura di dominare gli uomini, ma di soffrire incredibilmente per loro. Un richiamo all'orgoglio femminile, ma allo stesso tempo di devozione verso la vita. E una grande riflessione in silenzio per gli uomini. Perchè questa è una canzone per le donne, secondo me.
Che altro dire, ascoltatela. Ho trovato un video su YouTube dove c'è lei che canta, dal vivo. Io ancora non l'ho visto. Mi voglio preservare questo piacere, tanto è stato grande il piacere di ieri di scoprire questa canzone.... e voglio in questo modo fare un piccolo omaggio proprio alle donne, che della pazienza e della capacità di assaporare i momenti, hanno fatto un'arte.
Un abbraccio a tutti, e tutte in particolare... e buone emozioni.
Un grazie speciale a PourrieCandide... e a lei un grande abbraccio.
http://www.youtube.com/watch?v=XBmaDd7qlcU
Tra i documenti il anche il file della canzone.
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Hana yo Kirei to, Odaterare, Mo'eru, Mo'eru, |
Tu sei bellissima, sei il fiore, lui ti elogia Ma se tu fiorisci, lui ti prenderà sparsa. Sciocco. Così sciocco. Divento così sciocco cantando il mio blues di rancore. Tu puoi accettare il tuo destino pietoso. Ma quando tu piangi, lui ti farà piangere di più. Donne, o donne, Sono lacrime d donna che danno vita al mio blues di rancore. Ti odio. Pieno di rimpianti, mai perdonati Cerco di cancellare i miei ricordi, ma non posso dimenticarti. Non finisce mai, mai Non finisce mai, perché questo è il mio blues di rancore. Dicono che è un sogno, braci di una pagina di allegato Ridendo di te, Così decidi di alzarti, ma temi di essere pienamente sveglio Donne, oh donne L’anima delle donne scandisce il mio blues di rancore. Le rose cremisi hanno le loro spine appuntite. Non voglio ferirti, ma devo pungerti con la mia spina Brucia, sta bruciando Continua a bruciare nel mio blues di rancore.
Brucia, sta bruciando Continua a bruciare nel mio blues di rancore. Nessun fiore crescerebbe sul mio corpo morto Così tirerò avanti, aggrappandomi al mio rancore Donne, oh donne La vita della mia donna appartiene al mio blues di rancore. |
Capitolo VI – Fare L’Amore ( di Leo10 e PrincipeRomano )
( Avverto del contenuto Erotico, bambini andate a giocare coi DragonBalls, bambine andate a fare le trecce alle bambole, e se vi fermate a leggere, poi non giocate a fare il dottore e l'ammalata ).
Voglio concludere questa trilogia di racconti lunghi, parlandovi della penetrazione. Infatti solo ieri, mi sono accorto, per caso di aver iniziato parlando della masturbazione, atto anche quasi infantile, ma innocente, e raccontando poi del rapporto orale, un desiderio di baci più profondi, di amare il corpo e il seme dell’altro. In effetti così è stato anche il mio viaggio nel sesso, che è sfociato nell’atto vero e proprio solo intorno ai 20 anni.
Ciò era dovuto solo ed esclusivamente al mio desiderio di far l’amore davvero la prima volta, solo con una donna che avrei amato. Dimostrazione non per vantarmi, ma la difesa del mio lignaggio acquisito è d’obbligo, che oltre a non aver mai avuto rapporti sessuali con uomini o le transessuali (a questo a periodi ho pensato…), la mia esplorazione del sesso è stata sempre in anticipo rispetto a molti miei coetanei, fin dalle scuole elementari.
Non racconterò della mia prima volta, ciò costituisce argomento privato, che almeno non va esibito.
Vi dirò di come, fare l’amore con una donna completamente, con il pene che affonda nella vagina, accarezzandola e attraversandola, è stato per me a lungo una fantasia. Quindi credo che una buona parte della comprensione del mondo, sia passata per il soddisfacimento di questo istinto e desiderio ;-)
La sensazione di assoluta perfezione della donna, che immediatamente coinvolge di nuovo, come nei momenti che avevano portato a tale compimento, gli occhi, la bocca, il collo, il petto, il seno, il ventre, la figa, le gambe. La figa. Un bagno immenso nella carne, uno scorrere insieme al sangue, una lotta coi tessuti profondi, un’immergerci nei liquidi più sublimi.
E il movimento del corpo della donna, o Signore. Signore tu cosa forgiasti prima ? L’ondulare delle fronde al vento o il suo bacino ansioso. Pensasti prima a disegnare i percorsi del vento, o lo spandersi e il raccogliersi dei suoi capelli. Le montagne o il suo riposare, il vulcano o il suo gridare e graffiarmi e colpirmi durante il suo orgasmo.
Donna eppoi, è come dici tu, l’amore e il sesso, sono la proiezione più nitida e corposa delle nostre sensazioni, e dei nostri desideri. Anzi no, delle sensazioni no. Perché tu godi davvero quando puoi anche solo baciarci, o pensare a noi, o accudirci, o soffrire per noi, o impazzire di gioia con noi – e guarda che solo e soltanto tu ci dai la vera gioia - quando puoi immaginare un futuro con noi, anche pochi attimi di intesa.
I desideri invece, continuamente soddisfatti e inseguiti, così misteriosi e romantici, li crei con il tuo corpo la tua voce e le tue mani, quando mi possiedi e ti fai possedere, o quando semplicemente ci teniamo testa.
E tu Signore, proprio tu si dico a te, e anche a te donna, voglio, cortesemente, la tua attenzione. Perdona, ti prego perdona, se “qualche volta” eccediamo e accediamo ai meandri più oscuri dell’attrazione e del sesso. Pensa che io voglia stringere le sue mani, le tue mani, per averla per me un attimo più intensamente. Pensa che quando la afferro, e la tiro a me e la getto sul letto o addosso ad un muro, o a pecorina da qualche parte…. Signore perdona anche questa parola, devi ammettere Signore abbastanza eccitante per noi umani…. E tu donna quando la pronunci io ridivento un animale e anche tu.... ma pensa che la mia prima e unica preoccupazione è non farti male. E se, quando la possiedo dopo molto tempo, avendo ormai gonfiato con il mio pene ogni angolo angusto della tua vagina, oh donna, io voglia arrivare fino in fondo al massimo, a patto che a te piaccia, e …farle dire appena appena Signore.. “ahi”. “Ahi” mio dolce tesoro, fammi un segno, lasciati leggere nelle pieghe del viso, negli sguardi fuggenti, nelle mani sincere, se e quanto questo
Ti piace. Io sarò attento a rimanere in quel confine con arte, la mia modesta arte che sempre sarà ispirata da te ed insegnata a te, mia padrona e serva, del sesso e dell’Amore, mia donna e amante, mio desiderio unico.
E prendete anche giocosamente, l’utilizzo delle mie mani e della mia bocca, anche in maniera non prevista dal regolamento… o persino di qualche oggettino che mi dovesse (rare volte) capitare per le mani, del resto l’abilità nel padroneggiare gli strumenti Signore la concedesti come nostra prerogativa. Ritieni un insozzarsi infantile, pulito, il prendere il culo, sfondar… ops, penetrarlo, anche con forza, ma con ardore, mai violenza, o se mentre ti possiedo infilo le mie dita anche lì. E non ti scandalizzare nemmeno se uso la mia lingua, per avvolgere tutto il corpo, anche in luoghi che nemmeno tu tocchi e penetri. Fa parte della mia fantasia, come il metterti in strane posizioni, da dove entrarti dentro, da dove tentare di riempirti. E mi piace anche insinuare il mio cazzo (ops…) tra il tuo seno, tra le tue natiche, sul tuo viso e lasciare che tu ti muova con esso, sopra o sotto di esso. Per poi riprendere ancora a possedenti, vederti sudare e baciarti dovunque, e immergermi in tutti i tuoi umori, in tutti i tuoi sapori… tu donna hai i succhi più eccitanti e saporiti del mondo.
Prendi come amore per il bello, se mi piace guardare e scovare la mia donna, se mi piace vedere e sentire che si veste, o adoro vederla e sentirla spogliarsi. E spogliarmi. Se gioco con le stoffe e i gioielli, con i veli e gli scialli, se voglio scoprire che forma ha la materia più semplice o più ricca, sul suo corpo e il suo volto. E spalmarle sopra olii e unguenti e creme, a anche l’acqua, signore l’acqua sul corpo di una donna… per amare come le sostanze mi mescolano alla sua pelle. Se mi eccita guardarla mentre si muove, mentre mi cucina, mentre lavora, mentre si sforza, partecipare con lei alle fatiche, prendendo con me i pesi, e lasciando a lei mostrarmi la sua leggiadria, le sue curve tese e morbide allo stesso tempo. Osservare e studiare, come i profili delle cose del mondo, diventano immediatamente più interessanti, con una donna davanti. Ma toccare ogni tanto, per vedere se è davvero vero ciò che vedo. Vederla e sentirla ballare.
E vi prego non mi biasimate, se a volte, mi piace trovarmi in situazioni o ambientazioni o situazioni un po’ particolari diciamo pure strane, insolite. O se pronuncio qualche oscenità, lo penso ma soprattutto lo dico, mi piace essere sincero fino in fondo, far uscire i miei pensieri... mi piace sentire anche come suona. Mi piace fica, sorca, fregna (
Sopportate, se non faccio altro che baciarti, stringere le tue carni e affondare le mie dita e le mie labbra, quando mi sgusci furtiva o quando mi cavalchi selvaggia, quando ti monto infuriato o quando mi salti sopra o ti sbatto a me scatenata, o quando mi sei davanti inarcata e sensuale. E anche quando ti parlo, dopo, perdona i miei baci e le mie mani; se poi mi fermo a guardanti mentre giaci accanto a me, se scruto ogni centimetro del tuo corpo mio, se osservo ogni gioco dei peli, o ogni curva della tua sensualità, ogni piccola espressione del tuo volto, se mi rapisce ogni piccolo suono della voce, ogni angolo degli occhi e delle tue carezze. Conosco la mia debolezza, per accarezzare, palpare, sentire, strofinare, impastare, sfiorare, le carni. Sentire la polpa, come ad un frutto… e mordere, si mordere come un Leone, ma poi baciare, succhiare ansiosi, annusare curiosi e alla ricerca dei più piccoli atomi, schiaffeggiare, stringere e sbattere come il mare o il vento stesso fanno…. Non sono forse parole che già nel creato sono comprese ? Non è poi tutto questo lo spettacolo della natura ?
E mi piace che mi tocchi, si che tu mi tocchi e ti tocchi, ti accarezzi il corpo te lo stringi, e che me lo mostri, e ti baci e mi baci, mi lecchi e mi fai. Che mi spingi la testa quando ti bacio, che mi stringi il culo, e mi accarezzi il petto, mi graffi le spalle e mi tornenti la schiena. E anche se senza volere mi avrai fatto dei piccoli segni, perchè questo ti è uscito dal corpo e dell'anima, imparerò questa mappa per darti e darmi, sempre più piacere. Perchè la donna, Dio tu l'hai fatta con una energia e una forza incredibile, e chi sono io per arginarla ? Tu, Donna mi dai sempre di più, e non ti stanchi mai.
Signore grazie della tua creazione, spero di iniziare appena a comprenderne i misteri. Donna, io Ti Amo, mia Strega e mia Fatina, e amarti col corpo è solo un modo per scoprire i tuoi desideri, i tuoi sogni, la tua voce e il tuo sguardo davvero, per continuare ad esplorarti meglio, per dare una sfumatura più intensa al tuo romanticismo, un colore più tenue alla tua dolcezza, un tratto più deciso alla tua profondità. Per capire la tua mente ed esserti amico. Ricorda sempre che il nostro ritmo diverso è opera del Capo qui sopra, e che quando ti ferisco dentro è non solo per la tua fragilità, ma anche per mia debolezza.
PrincipeLeo
Hihi ancora rido.... sono di ritorno mie care e miei cari, da uno dei miei giretti su splinder. é qualche giorno che ho ripreso a bazzicare quì... tra l'altro voglio segnalare d'essermi imbattuto in blog che esaltano l'anoressia, che mi hanno un pò sconvolto e mi spiace dirlo, davvero con tutto il cuore, dato un pò il senso dell'orrore... ma non delle persone, ma delle idee sia chiaro....
Ma c'è tanta bellezza quà dentro, che come giri ti escono follie su foto, disegni che si muovono, poesie, canzoni, poeti scansonati o dalla parola fiacca ma dal cuore comunque grande, donne piene di versi su un mondo che ormai non le vuole tattenere più.... e tanto affetto che la gente si scambia (banale o no non oscura l'intenzione buona). E la sensazione e la certezza di vagare secondo piani precisi, secondo strade tracciate prima del mio ingresso... staserà ho girato un paio di blog di fatine, davvero carine (ancora parlo in rima cazzarola...) dove ho profuso "versi", frutto come dicevo dell'influenza del caro Benigni, dell'Arte diciamo... e ti scappa devo dire di fronte ad atmosfere così calme, eppur piene di vita così dirompente a tratti... Poi capito nel sito di una di queste persone che scrivono un boato di blogs, e diceva che al paese la prendono per il sedere perchè stà sempre davanti al computer (lavora e studia tra l'altro, oltre ad avere una vera e propria rete !! E dicevo a questa ragazza (che pure... deve avere le dita più veloci del west......) che i parrucconi che giudicano negativamente non hanno ancora capito che questa (può essere) un'altra rivoluzione che dovranno affrontare.... e aggiungo che potrebbero anche essere strufoli loro. mi sono morigerato (come dice Sgarbi).

Quindi scrivo ancora anche perchè, nel cercare uno scritto da postare (eddaje sù co ste rime ! ),
il primo post dove mi vannò gl'occhi è "amore" e lo clicco avido ancora, non parlo d'altro da tre giorni...
"Quando c'è di mezzo l'amore vuoi soltanto quello che ti viene dato così
come ti viene dato".
rubacchiato da splinder mesà.... il secondo file che apro e mi ritrovo sul mio comp in un bellissimo scambio di un anno fa, su una comunity (puntodincontro, su yahoo) che ho lasciato per il momento, poco dopo. Avevamo fatto pure un incontro, a Roma. Persone di tutte le età, io ero il più piccolo.
e insomma questo Giovanni, di un paesino vicino la capitale, in uno dei suoi scambi con un medico che vive in Palestina, nel centro di una discussione sull'amore.....
ti caccia questo. e tò ti ritrovo pure uno scritto in mezzo di un certo Galimberti, Filosofo, che da un pò becco in televisione, che dice cose intelligenti (non molti lo fanno). roba da prendere appunti, dicevo a mio padre.
gradito e accolto con un sorriso e un "nooooo",un riferimento ad una ragazza, alla quale ho tenuto molto, che è poi quella di cui parlo nel post su Dante.... ha che poi prima di venire quì, mentre giravo tra i blog, e ormai mi ero tasformato in un folletto, o piccolo mago (mi piace di più è più figo, anche se non per prendermi per il culo da solo, ma assomiglio più ad un folletto, al massimo un maghetto con quei cappelloni grossi, che poi se li aggiusto non mi starebbe nemmeno male, ma non ho tempo mai di andare dalla sarta perchè so il peggio) che giravo a prodigar stornelli, che alla fine ti becco pure Benigni...
insomma, continua la magia di girare in questi posti sospesi, che rivelano dietro la piattezza di ciò che guardo, tanti spiragli su un vociare, che è un nuovo cambiamento della nostra esperienza di esseri umani....
e voi mie care, miei cari, sempre inaspettati e dolci ospiti, che mi accompagnate ogni tanto....
leggete ora di versi, di una periferia romana,
di un uomo piccolo dal gran cuore, nella normalità di viversi
che ci fan sentire su una carovana, a volte dispersi,
a tratti imapazzire ma dove possiamo amare tutti
senza troppo darci biasimo, e l'animo nobile lenire.
Amore Carnevale di Giovanni da Puntodincontro
“A questo punto
stiamo tanto bene io e te
che non ha senso
tirar fuori i come ed i perchè.
Cerchiamo insieme
tutto il bello della vita
in un momento
che non scappi tra le dita.
E dimmi ancora
tutto quello che mi aspetto già
che il tempo insiste
perchè esiste il tempo che verrà.
a questo punto
buonanotte all'incertezza
ai problemi all'amarezza
sento il carnevale entrare in me.
E sento crescere la voglia, la pazzia
l'incoscienza e l'allegria
di morir d'amore insieme a te”
Siamo così abituati a vivere in un mondo che vive a una sola dimensione che alla fine perdiamo la capacità di riconoscere tutto ciò che è complesso e va a finire che capiamo solo le cose semplici.
“... e così la nostra anima più non conosce le parole per nominare l'amore, per quel tanto che ha di enigmatico e buio, il dolore nelle sue espressioni che vanno dalla malinconia al mondo chiuso ed opprimente dell'angoscia, la gioia nelle vertigini della sua esaltazione,la noia nel suo spessore denso e opaco.
Cosa comporta questa afasia?
Che i sentimenti attraversano l'anima senza che noi possiamo dialogare
con loro”.
Umberto Galimberti
La dimensione che viviamo è solo quella positiva, come non esistesse il male, la bruttezza, l’angoscia, la malattia, non le sappiamo comprendere, non le sappiamo vivere perché non le conosciamo, perché le fuggiamo.
“Non ha senso tirare fuori i come ed i perché”.
Siamo.
Piangiamo, soffriamo, godiamo, ridiamo.
La pazzia sta qui, nel riconoscere ed amare anche il negativo, quello che è dentro di noi e quello che è fuori di noi.
Non voglio sottrarmi alla tristezza la voglio assaporare completamente.
Ho un sacco di difetti, sono vigliacco, titubante, arrogante, prepotente, rissoso, irascibile, ma:
“Stiamo tanto bene io e te” (Giovanni)
che a questo punto
buonanotte all’incertezza
ai problemi, all’amarezza,
sento il carnevale entrare in me
perché esiste il tempo che verrà
Buona giornata a tutti
Big uccello
Caro giovannino, ci sei mancato te lo dico ancora. Voglio stampare questa cosa e darla alla mia amica Valentina, con la quale ieri ho avuto il mio primo appuntamento. E' stata davvero una giornata bellissima, che con molta naturalezza ha riservato sorprese ed emozioni. Non ti sentire troppo importante ;.) le do diverse cose da leggere.... ma sono convinto che ambedue, per motivi diversi, non facciamo i conti con i piccoli dolori che accompagnano un affetto che nasce, nelle piccole incomprensioni e nella paura di donarsi e di credere all'altro, nel giudicare un suo comportamento, il suo mondo, e di ascoltare quando ci si lancia messaggi. Lasciare entrare il Carnevale in noi....
Ti do un abbraccio, voglio venirti a trovare presto, mi inviti ?
Ciao Gio
Leo

Finalmente sono riuscito..... anche se ho dovuto ricorrere a YouTube. nel post precedente trovate anche le parole della canzone, con mia traduzione, perdonate... Comunque vorrei ribadire la mia passione PER LA CANZONE, e una DISTACCATA ammirazione per Banderas, e non il contrario........... no perchè mi è giunto qualche messaggio in pvt del tipo che mi chiedevano se volevo suonare la loro chitarra, oppure se volevo essere il loro mariachi grrrrrr (scherzo) :-D
Un grazie speciale a Rosy2007 senza la collaborazione della quale per vedere il video dovevate aspettare la programmazione sui "Bellissimi di Rete4"...... ;-P
A Ilaria - 2001
Dedico questo mio vecchio scritto alla sensualità ed ai sentimenti che una donna suscita in un uomo, per il semplice fatto trovarsi di fronte a lui, passargli accanto, vedervi camminare e muovere, parlargli una volta, guardarlo... Lo dedico al bisogno d'amore quando non ci siete, alle emozioni e alle immagini che create in noi x sempre, al sentimento d'amore che solo voi sapere far nascere...
Come posso desiderare una Donna così tanto, senza conoscerla
se non nel suo magnifico apparire, nel suo sorgere,
giallo, con la sensualità di una
foresta, e con la dolcezza per me ancora celata, di un suo tesoro.
Ma io lo sento. So che sei grande e avvolgente. Come una leggenda.
Come la verità del mito, io sento il calore, e la tenerezza;
la gioia e le riflessioni un pochino malinconiche, della tua mente.
Credo che il tuo nome sia Ilaria.
Ilaria.
La tua è la sensualità della Natura, del suo bruciare estatico,
del perdersi fino alla follia,
del desiderio che non sembra mai potersi spegnere;
fino al riposo, alla quiete, alle parole,
all’essere il prato e non più il vento.
Divampa anche da quei capelli che si muovono come una cavalcata,
da quelle labbra tenere come un bacio ricevuto durante un sogno.
Da quel passo di leonessa possente e leggera.
Tradisci fra i tuoi antenati, una indomabile guerriera.
Ma ecco, come i tesori celati, la tua parte d’azzurro di luna in una stanza,
su un letto, su due amanti esausti ed innamorati,
che scoprono quei sentimenti o solo emozioni, grandi senza fiato quasi;
leggere come un uomo abbandonato al mare,
ma profondo come l’Oceano che gli è sotto. E’ la tua dolcezza.
...che sussurra il silenzio alla notte, insegnandole la pace.
La stessa che da la leggerezza ai petali mentre tremano,
ed il soffio a quel tenue vento.
E quel poco di malinconia, che i tuoi occhi portano con tanta fierezza,
e tanta grazia…cos’è; qual’è la sua essenza, quanto vorrei parlarci,
esserci accanto.
La pace, penso, ma forse non c’entra niente,
quando è la conquista di una persona sensibile
la porta sempre con se un pò di malinconia.
Forse come quella di un artista nella sua tana, dopo una sua creatura,
come a volte un amante profondo dopo che ha amato.
Voglio esplorarti, meraviglioso continente.
Non sei solo la tua Terra, ricca di solare vita,
di rigogliosi raccolti, di feste che li salutano,
di campagne che richiamano nei loro sogni annuali
la Primavera e le sue esplosioni ( sei bellissima, bellissima).
Sei anche la tua aria, le tue estati, le tue Notti,
gli inverni, i pensieri, i sogni degli uomini che ti abitano,
del dio che vi regna, adorato, e del quale a volte mi piacerebbe
anche essere schiavo.
Conquistarti, farti io schiava, poi regina, e di nuovo Dea.
Nei miei sogni sperare di vederti,
ma senza ricordare nulla il giorno dopo.
E sei tutte le anime che ci sono in te, terra mitica.
Tutte le anime di uomini
che in su di te hanno dato vita a ricordi e speranze.
Quell’anima che è in te, Bionda Imperiale,
Che bagna le tue coste, che copre di stelle i tuoi cieli.

La Bagnante Bionda - Renoir

Marilyn Monroe