Cosa distingue l'uno dall'altro ? Quando il sogno diventa reale e la realtà si trasforma in un sogno lontano ?
Capitolo VI – Fare L’Amore ( di Leo10 e PrincipeRomano )
( Avverto del contenuto Erotico, bambini andate a giocare coi DragonBalls, bambine andate a fare le trecce alle bambole, e se vi fermate a leggere, poi non giocate a fare il dottore e l'ammalata ).
Voglio concludere questa trilogia di racconti lunghi, parlandovi della penetrazione. Infatti solo ieri, mi sono accorto, per caso di aver iniziato parlando della masturbazione, atto anche quasi infantile, ma innocente, e raccontando poi del rapporto orale, un desiderio di baci più profondi, di amare il corpo e il seme dell’altro. In effetti così è stato anche il mio viaggio nel sesso, che è sfociato nell’atto vero e proprio solo intorno ai 20 anni.
Ciò era dovuto solo ed esclusivamente al mio desiderio di far l’amore davvero la prima volta, solo con una donna che avrei amato. Dimostrazione non per vantarmi, ma la difesa del mio lignaggio acquisito è d’obbligo, che oltre a non aver mai avuto rapporti sessuali con uomini o le transessuali (a questo a periodi ho pensato…), la mia esplorazione del sesso è stata sempre in anticipo rispetto a molti miei coetanei, fin dalle scuole elementari.
Non racconterò della mia prima volta, ciò costituisce argomento privato, che almeno non va esibito.
Vi dirò di come, fare l’amore con una donna completamente, con il pene che affonda nella vagina, accarezzandola e attraversandola, è stato per me a lungo una fantasia. Quindi credo che una buona parte della comprensione del mondo, sia passata per il soddisfacimento di questo istinto e desiderio ;-)
La sensazione di assoluta perfezione della donna, che immediatamente coinvolge di nuovo, come nei momenti che avevano portato a tale compimento, gli occhi, la bocca, il collo, il petto, il seno, il ventre, la figa, le gambe. La figa. Un bagno immenso nella carne, uno scorrere insieme al sangue, una lotta coi tessuti profondi, un’immergerci nei liquidi più sublimi.
E il movimento del corpo della donna, o Signore. Signore tu cosa forgiasti prima ? L’ondulare delle fronde al vento o il suo bacino ansioso. Pensasti prima a disegnare i percorsi del vento, o lo spandersi e il raccogliersi dei suoi capelli. Le montagne o il suo riposare, il vulcano o il suo gridare e graffiarmi e colpirmi durante il suo orgasmo.
Donna eppoi, è come dici tu, l’amore e il sesso, sono la proiezione più nitida e corposa delle nostre sensazioni, e dei nostri desideri. Anzi no, delle sensazioni no. Perché tu godi davvero quando puoi anche solo baciarci, o pensare a noi, o accudirci, o soffrire per noi, o impazzire di gioia con noi – e guarda che solo e soltanto tu ci dai la vera gioia - quando puoi immaginare un futuro con noi, anche pochi attimi di intesa.
I desideri invece, continuamente soddisfatti e inseguiti, così misteriosi e romantici, li crei con il tuo corpo la tua voce e le tue mani, quando mi possiedi e ti fai possedere, o quando semplicemente ci teniamo testa.
E tu Signore, proprio tu si dico a te, e anche a te donna, voglio, cortesemente, la tua attenzione. Perdona, ti prego perdona, se “qualche volta” eccediamo e accediamo ai meandri più oscuri dell’attrazione e del sesso. Pensa che io voglia stringere le sue mani, le tue mani, per averla per me un attimo più intensamente. Pensa che quando la afferro, e la tiro a me e la getto sul letto o addosso ad un muro, o a pecorina da qualche parte…. Signore perdona anche questa parola, devi ammettere Signore abbastanza eccitante per noi umani…. E tu donna quando la pronunci io ridivento un animale e anche tu.... ma pensa che la mia prima e unica preoccupazione è non farti male. E se, quando la possiedo dopo molto tempo, avendo ormai gonfiato con il mio pene ogni angolo angusto della tua vagina, oh donna, io voglia arrivare fino in fondo al massimo, a patto che a te piaccia, e …farle dire appena appena Signore.. “ahi”. “Ahi” mio dolce tesoro, fammi un segno, lasciati leggere nelle pieghe del viso, negli sguardi fuggenti, nelle mani sincere, se e quanto questo
Ti piace. Io sarò attento a rimanere in quel confine con arte, la mia modesta arte che sempre sarà ispirata da te ed insegnata a te, mia padrona e serva, del sesso e dell’Amore, mia donna e amante, mio desiderio unico.
E prendete anche giocosamente, l’utilizzo delle mie mani e della mia bocca, anche in maniera non prevista dal regolamento… o persino di qualche oggettino che mi dovesse (rare volte) capitare per le mani, del resto l’abilità nel padroneggiare gli strumenti Signore la concedesti come nostra prerogativa. Ritieni un insozzarsi infantile, pulito, il prendere il culo, sfondar… ops, penetrarlo, anche con forza, ma con ardore, mai violenza, o se mentre ti possiedo infilo le mie dita anche lì. E non ti scandalizzare nemmeno se uso la mia lingua, per avvolgere tutto il corpo, anche in luoghi che nemmeno tu tocchi e penetri. Fa parte della mia fantasia, come il metterti in strane posizioni, da dove entrarti dentro, da dove tentare di riempirti. E mi piace anche insinuare il mio cazzo (ops…) tra il tuo seno, tra le tue natiche, sul tuo viso e lasciare che tu ti muova con esso, sopra o sotto di esso. Per poi riprendere ancora a possedenti, vederti sudare e baciarti dovunque, e immergermi in tutti i tuoi umori, in tutti i tuoi sapori… tu donna hai i succhi più eccitanti e saporiti del mondo.
Prendi come amore per il bello, se mi piace guardare e scovare la mia donna, se mi piace vedere e sentire che si veste, o adoro vederla e sentirla spogliarsi. E spogliarmi. Se gioco con le stoffe e i gioielli, con i veli e gli scialli, se voglio scoprire che forma ha la materia più semplice o più ricca, sul suo corpo e il suo volto. E spalmarle sopra olii e unguenti e creme, a anche l’acqua, signore l’acqua sul corpo di una donna… per amare come le sostanze mi mescolano alla sua pelle. Se mi eccita guardarla mentre si muove, mentre mi cucina, mentre lavora, mentre si sforza, partecipare con lei alle fatiche, prendendo con me i pesi, e lasciando a lei mostrarmi la sua leggiadria, le sue curve tese e morbide allo stesso tempo. Osservare e studiare, come i profili delle cose del mondo, diventano immediatamente più interessanti, con una donna davanti. Ma toccare ogni tanto, per vedere se è davvero vero ciò che vedo. Vederla e sentirla ballare.
E vi prego non mi biasimate, se a volte, mi piace trovarmi in situazioni o ambientazioni o situazioni un po’ particolari diciamo pure strane, insolite. O se pronuncio qualche oscenità, lo penso ma soprattutto lo dico, mi piace essere sincero fino in fondo, far uscire i miei pensieri... mi piace sentire anche come suona. Mi piace fica, sorca, fregna (
Sopportate, se non faccio altro che baciarti, stringere le tue carni e affondare le mie dita e le mie labbra, quando mi sgusci furtiva o quando mi cavalchi selvaggia, quando ti monto infuriato o quando mi salti sopra o ti sbatto a me scatenata, o quando mi sei davanti inarcata e sensuale. E anche quando ti parlo, dopo, perdona i miei baci e le mie mani; se poi mi fermo a guardanti mentre giaci accanto a me, se scruto ogni centimetro del tuo corpo mio, se osservo ogni gioco dei peli, o ogni curva della tua sensualità, ogni piccola espressione del tuo volto, se mi rapisce ogni piccolo suono della voce, ogni angolo degli occhi e delle tue carezze. Conosco la mia debolezza, per accarezzare, palpare, sentire, strofinare, impastare, sfiorare, le carni. Sentire la polpa, come ad un frutto… e mordere, si mordere come un Leone, ma poi baciare, succhiare ansiosi, annusare curiosi e alla ricerca dei più piccoli atomi, schiaffeggiare, stringere e sbattere come il mare o il vento stesso fanno…. Non sono forse parole che già nel creato sono comprese ? Non è poi tutto questo lo spettacolo della natura ?
E mi piace che mi tocchi, si che tu mi tocchi e ti tocchi, ti accarezzi il corpo te lo stringi, e che me lo mostri, e ti baci e mi baci, mi lecchi e mi fai. Che mi spingi la testa quando ti bacio, che mi stringi il culo, e mi accarezzi il petto, mi graffi le spalle e mi tornenti la schiena. E anche se senza volere mi avrai fatto dei piccoli segni, perchè questo ti è uscito dal corpo e dell'anima, imparerò questa mappa per darti e darmi, sempre più piacere. Perchè la donna, Dio tu l'hai fatta con una energia e una forza incredibile, e chi sono io per arginarla ? Tu, Donna mi dai sempre di più, e non ti stanchi mai.
Signore grazie della tua creazione, spero di iniziare appena a comprenderne i misteri. Donna, io Ti Amo, mia Strega e mia Fatina, e amarti col corpo è solo un modo per scoprire i tuoi desideri, i tuoi sogni, la tua voce e il tuo sguardo davvero, per continuare ad esplorarti meglio, per dare una sfumatura più intensa al tuo romanticismo, un colore più tenue alla tua dolcezza, un tratto più deciso alla tua profondità. Per capire la tua mente ed esserti amico. Ricorda sempre che il nostro ritmo diverso è opera del Capo qui sopra, e che quando ti ferisco dentro è non solo per la tua fragilità, ma anche per mia debolezza.
PrincipeLeo
A Ilaria - 2001
Dedico questo mio vecchio scritto alla sensualità ed ai sentimenti che una donna suscita in un uomo, per il semplice fatto trovarsi di fronte a lui, passargli accanto, vedervi camminare e muovere, parlargli una volta, guardarlo... Lo dedico al bisogno d'amore quando non ci siete, alle emozioni e alle immagini che create in noi x sempre, al sentimento d'amore che solo voi sapere far nascere...
Come posso desiderare una Donna così tanto, senza conoscerla
se non nel suo magnifico apparire, nel suo sorgere,
giallo, con la sensualità di una
foresta, e con la dolcezza per me ancora celata, di un suo tesoro.
Ma io lo sento. So che sei grande e avvolgente. Come una leggenda.
Come la verità del mito, io sento il calore, e la tenerezza;
la gioia e le riflessioni un pochino malinconiche, della tua mente.
Credo che il tuo nome sia Ilaria.
Ilaria.
La tua è la sensualità della Natura, del suo bruciare estatico,
del perdersi fino alla follia,
del desiderio che non sembra mai potersi spegnere;
fino al riposo, alla quiete, alle parole,
all’essere il prato e non più il vento.
Divampa anche da quei capelli che si muovono come una cavalcata,
da quelle labbra tenere come un bacio ricevuto durante un sogno.
Da quel passo di leonessa possente e leggera.
Tradisci fra i tuoi antenati, una indomabile guerriera.
Ma ecco, come i tesori celati, la tua parte d’azzurro di luna in una stanza,
su un letto, su due amanti esausti ed innamorati,
che scoprono quei sentimenti o solo emozioni, grandi senza fiato quasi;
leggere come un uomo abbandonato al mare,
ma profondo come l’Oceano che gli è sotto. E’ la tua dolcezza.
...che sussurra il silenzio alla notte, insegnandole la pace.
La stessa che da la leggerezza ai petali mentre tremano,
ed il soffio a quel tenue vento.
E quel poco di malinconia, che i tuoi occhi portano con tanta fierezza,
e tanta grazia…cos’è; qual’è la sua essenza, quanto vorrei parlarci,
esserci accanto.
La pace, penso, ma forse non c’entra niente,
quando è la conquista di una persona sensibile
la porta sempre con se un pò di malinconia.
Forse come quella di un artista nella sua tana, dopo una sua creatura,
come a volte un amante profondo dopo che ha amato.
Voglio esplorarti, meraviglioso continente.
Non sei solo la tua Terra, ricca di solare vita,
di rigogliosi raccolti, di feste che li salutano,
di campagne che richiamano nei loro sogni annuali
la Primavera e le sue esplosioni ( sei bellissima, bellissima).
Sei anche la tua aria, le tue estati, le tue Notti,
gli inverni, i pensieri, i sogni degli uomini che ti abitano,
del dio che vi regna, adorato, e del quale a volte mi piacerebbe
anche essere schiavo.
Conquistarti, farti io schiava, poi regina, e di nuovo Dea.
Nei miei sogni sperare di vederti,
ma senza ricordare nulla il giorno dopo.
E sei tutte le anime che ci sono in te, terra mitica.
Tutte le anime di uomini
che in su di te hanno dato vita a ricordi e speranze.
Quell’anima che è in te, Bionda Imperiale,
Che bagna le tue coste, che copre di stelle i tuoi cieli.

La Bagnante Bionda - Renoir

Marilyn Monroe
“I Fiori del Male”, di Charles Baudelaire.
1. Benedizione.
Quando, per decreto delle potenze supreme,
il Poeta compare in questo mondo annoiato,
sua madre spaventata, traboccando bestemmie,
verso Dio stringe i pugni, che ha pietà del suo stato:
- “ Ah! avessi partorito un groviglio di vipere
piuttosto che nutrire questa derisione!
Maledetta la notte e il suo piacere effimero,
che concepì il mio ventre la mia espiazione!
Poichè tu m’hai scelta fra tutte le donne
ad essere il disgusto del mio triste marito
e poichè non posso, come un biglietto d’amore,
rigettare nel fuoco questo mostro rachitico,
farò rimbalzare il tuo odio che mi accascia
sul dannato strumento della tua malvagità
e tanto torcerò questa miseria di albero
che non aprirà mai i suoi bottoni impestati !”
E così ringhiottendo la schiuma del suo odio,
non comprendendo nulla degli eterni disegni,
lei stessa appresta in fondo alla Geenna i roghi
consacrati da sempre ai delitti materni.
Ma sotto la tutela invisibile d’un Angelo
il bimbo diseredato s’inebria di sole,
e in tutto ciò che beve e in tutto ciò che mangia
ritrova il nettare vermiglio e l’ambrosia.
Gioca con il vento, parla con la nuvola,
della via della croce s’esalta cantando;
piange a vederlo lieto come un libero uccello
lo Spirito che segue il suo pellegrinaggio.
Quelli che vuole amare guardano a lui con timore,
oppure fatti arditi dalla sua tranquillità,
gareggiano a chi sa tirargli fuori un lamento
e su di lui cimentano la propria crudeltà.
Nel pane e nel vino destinati alla sua bocca
mischiano sputi e cenere, e con ipocrisia
mostrano di gettare tutto quello che tocca
e s’incolpano d’essersi trovati sulla sua via.
La sua donna proclama sulle pubbliche piazze:
“ Poichè mi trova bella al punto che mi adora,
farò il mestiere degl’ idoli dell’antichità
e voglio farmi anch’io coprire tutta d’oro;
m’ubriacherò di nardo, di mirra, d’incenso,
di genuflessioni, di carni e di vini,
per sapere se posso, in un cuore in cui regno
usurpare ridendo gli omaggi divini !
E quando ne avrò abbastanza di queste farse empie,
poserò su di lui la mano fragile e forte,
e le mie unghie simili a quelle delle arpie
sapranno aprirsi una strada fino al suo cuore.
Come un uccello implume che palpita e trema
gli strapperò quel cuore rosso vivo dal petto,
e lo scaglierò in terra con gesto di spregio
per darlo in pasto al mio animale prediletto !”
Al Cielo, dove i suoi occhi vedono un trono splendido,
il Poeta sereno leva le braccia religiose,
e i vasti lampi del suo spirito lucido
gli celano la vista delle folle furiose:
“ Sii benedetto, o Dio che dài la sofferenza
come divino farmaco alle nostre impurità,
come la più efficace e la più pura essenza
per preparare i forti alle sante voluttà !
Sò che sempre riservi uno spazio al Poeta
nelle file felici delle sante Legioni,
a che Tu lo inviti alla festa eterna
delle Virtù, dei Troni, e delle Dominazioni.
So che il dolore resta l’unica nobiltà
a cui non morderanno la terra nè gl’inferni,
e che per intrecciare la mia corona mistica
pagano il loro scotto le ere e gli universi.
Ma i gioielli perduti dell’antica Palmira,
i metalli ignoranti , le perle del mare
dalla tua stessa mano montati, non arrivano
a comporre un diadema così fulgente e chiaro;
perchè sarà formato solo di luce pura
attinta al focolare dei raggi primordiali,
di cui gli occhi mortali, nel loro pieno splendore
non sono che gli specchi lacrimosi ed oscuri !”.
Tra i miei interessi il primo è divertirmi, anche se da un pò il tempo per farlo (e i soldi) non sono più quelli di prima... ma ho anche imparato che basta poco, fondamentamentalmente lo spirito giusto. Vediamo cosa mi piace. Decisamente sono un tipo un pò fuori di testa e mi piace il casino. Però solo a patto che ci rispetti la gente.
I locali e le feste mi mettono addosso tanta energia. Anche stare seduto (magari a bancone) e chiacchierare e ridere e basta, dirsi cazzate, ma ogni tanto tirare fuori cose "serie", anche se cazzeggiare è di per se serio... La cosa che mi piace di più è ballare, e decisamente penso che sia un'attività che va insegnata nelle scuole come la matematica o la musica. Non vi propino la palla del corpo e dell'anima nella musica....tutti sapete di che parlo. Mi piace sudare, che mi fanno male le gambe e il resto, tirare fuori l'energia andare a casa stanco....
Mi piace sorseggiare qualcosa, ma tranne rare eccezioni non mi piace eccedere, altrimenti non mi godo più la cosa bene. Quando ero più giovane (...) ero convinto che la natura fornisce sostanze NATURALI per connettersi alle divinità....a buon intenditor...ma poi ho imparato che anche quella erano una distorsione della realtà, e che come tale vanno prese molto alla leggera, e evitate il più possibile, ma secondo me è un buon modo di peccare. Non mi piacciono le droghe pesanti, penso anzi che distrauggano la vita.
Il mio divertimento più grande per me è viaggiare ma di questo parlerò a parte.
Andare in giro mi basta normalmente, anche se i miei trant'anni mi hanno reso più tranquillo. Esplorare posti, situazioni, trovare cose, persone. Mi piace anche andare a comprare le cose, girare per negozi e mercatini, conoscere i venditori e cose così. Ma mi trattengo perchè non voglio che sia il comprare le cose a soddisfarmi... ma anche perchè fortunatamente spesso non ho i soldi per saziarmi. Mi piacciono le cose di marca, ma ho imparato ad apprezzare le cose che semplicemente mi colpiscono. Trovare e prendere una cosa che cerchi, o incontrare una cosa per caso, è trovare un pezzo di te sparso nel mondo....e portartelo a casa. Secondo me le cose hanno una specie di anima, e anche i luoghi che percorri.
Vabbè per adesso basta.... come mi diverto stasera ? Vado a casa di un amico e ci raccontiame le storie. Si raccontare le storie è un bellissimo modo per divertirsi.
Ciaooo !!!
