Sogno o realtà

Cosa distingue l'uno dall'altro ? Quando il sogno diventa reale e la realtà si trasforma in un sogno lontano ?

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Utente: Leo10
Nome: Luca
Mi piace conoscere persone e luoghi, scoprire cosa mi circonda, cosa ho dentro e cosa c'è negli altri.Ma soprattutto mi piace divertirmi e ogni tanto fermarmi a pensare. Ho molti, forse troppi interessi, ma il mondo è così bello che non posso farne a meno...

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lunedì, 12 gennaio 2009

Canzone Gitana

Mie care amiche, miei cari amici,

                        Buon Anno a tutti dal più profondo del cuore. Spero che il vostro Natale sia stato sereno, con spiritualità e da ricordare, con la vostra famiglia e i vostri amici per tutte le Feste.... fino al Capodanno.

Per farmi perdonare dell'assenza, ma vedo che anche l'anno scorso fu così, che comunque non mi ha fatto esimere da tenervi con me, vi dedico questa canzone. La ascoltai per la prima volta quando ero militare, nel 1995. Era incisa su una cassetta che mi aveva regalato tale Cavaggioni,Tarocchi - La Luna un ragazzo da paura, un vero duro ma una persona gentile e fica, che poi è rimasta alla donna a cui pensavo quando la ascoltavo. Non sapevo (come spesso accade e per questo metto le traduzioni) il significato delle parole. Capivo "Hijo de la Luna", e pensavo di essere io. Mi sentivo un ragazzo pieno di gioia, ma con un grande notturno dentro di me, che in quel periodo si ampliò a dismisura... ma comunque era il romanticismo che mi sembrava di vivere e di cui ero fiero, che riscattava ai miei occhi questo ragazzo che diventava anche pazzo...

Ma quella "Hembra Gitana", quella Donna Gitana, mi incuriosiva, mi faceva sognare di una creatura capace di amare più di se stessa, che mi donava notti e giorni di complicità, che soffriva e soprattutto gioiva per me e con me (soprattutto...) ...

Poi, dopo 14 anni, quando ormai pensavo da lungo tempo, che quella canzone fosse un magico dono inciso su una cassetta, magari passata di stecca in stecca negli anni, ritrovata in un armadietto abbandonato, e la cui incisione era ormai avvolta dal più profondo mistero, in televisione (Rai Uno tipo la trasmissione dei pacchi) la risento.

Non so dirvi la mia enorme sorpresa, la mia gioia infantile e delusione infantile (la mia magia era solo un incatesimo, che poi un incantesimo durato 14 anni buttalo via cazzo) nel risentirla e cogliere qualche parola in più...

Dopo alcuni giorni l'ho trovata, e ne ho tradotto il testo. Il mistero continua, la canzone non lascia subito capire cosa si intenda. Forse il significato rimane scolpito al primo ascolto, forse no. O forse si torna al primo significato, ma trasformati dal viaggio.

:-) un grande abbraccio.

(il mistero continua... non mi si sente il file. ho pure scaricato il mio credito di file inseriti mensilmente te li segna i tentativi... cacchio !)

Ricorro al vecchio YouTube, vediamo che esce fuori... questo è quello che mi piace di più... hehe (ne ho pure scoperto uno con Liv Tayler e Viggo Mortenser.... ;-) addirittura...

http://www.youtube.com/watch?v=MpItXkwKrcw 

(24 gennaio, sentite questa versione.... )

http://it.youtube.com/watch?v=JRenWLlRHx4 

Hijo De La Luna - Mecano

 

Tonto el que no entienda.

Cuenta una leyenda
Que una hembra gitana
Conjuró a la luna
Hasta el amanecer.
Llorando pedía
Al llegar el día
Desposar un calé.

"Tendrás a tu hombre,
Piel morena,"
Desde el cielo
Habló la luna llena.
"Pero a cambio quiero
El hijo primero
Que le engendres a él.
Que quien su hijo inmola
Para no estar sola
Poco le iba a querer."


Luna quieres ser madre
Y no encuentras querer
Que te haga mujer.
Dime, luna de plata,
Qué pretendes hacer
Con un niño de piel.
A-ha-ha, a-ha-ha,
Hijo de la luna.


De padre canela
Nació un niño
Blanco como el lomo
De un armiño,
Con los ojos grises
En vez de aceituna --
Niño albino de luna.
"¡Maldita su estampa!
Este hijo es de un payo
Y yo no me lo callo."

Luna quieres ser madre
Y no encuentras querer
Que te haga mujer.
Dime, luna de plata,
Qué pretendes hacer
Con un niño de piel.
A-ha-ha, a-ha-ha,
Hijo de la luna.


Gitano al creerse deshonrado,
Se fue a su mujer,
Cuchillo en mano.
"¿De quien es el hijo?
Me has engañado fijo."
Y de muerte la hirió.
Luego se hizo al monte
Con el niño en brazos
Y allí le abandono.

 

Luna quieres ser madre
Y no encuentras querer
Que te haga mujer.
Dime, luna de plata,
Qué pretendes hacer
Con un niño de piel.
A-ha-ha, a-ha-ha,
Hijo de la luna.


Y en las noches
Que haya luna llena
Será porque el niño
Esté de buenas.
Y si el niño llora
Menguará la luna
Para hacerle una cuna.
Y si el niño llora
Menguará la luna
Para hacerle una cuna.

 

Pazzo chi non capisce.

 

Narra una leggenda

Che una donna Gitana

Pregò la Luna

fino al mattino

Piangendo lei chiedeva

All’arrivare del giorno

Di sposare un uomo gitano.

 

“Avrai il tuo uomo

dalla pelle scura”

Dal cielo (paradiso)

parlò la Luna Piena

“Ma in cambio io voglio

Il primogenito

Che partorirai da lui.

Chiunque sacrifichi suo figlio

Per non essere sola

Lo amerebbe appena.

 

 

Luna vuoi essere madre

E tu non trovi un amante

Che può renderti moglie

Dimmi Luna d’argento

Che cosa pensi di fare

Con un bambino

A-ha-ha, a-ha-ha

Figlio della Luna

 

Da un padre cannella

nacque un bambino

Bianco come il dorso

Di un ermellino

Con gli occhi grigio

Invece che d’oliva

Un ragazzo albino della Luna

“Maledetta la sua matrice !

Questo figlio non è di un gitano

E io non voglio tacere”.

 

Luna vuoi essere madre

E tu non trovi un amante

Che può renderti moglie

Dimmi Luna d’argento

Che cosa pensi di fare

Con un bambino

A-ha-ha, a-ha-ha

Figlio della Luna

 

L’uomo gitano si credette disonorato

Andò dalla sua donna

coltello in mano

“Di chi è questo figlio?

Mi hai ingannato sempre”.

E fino alla morte la colpì

Poi andò alla montagna

Con il bambino nelle sue braccia

E lo abbandonò lì.

 

Luna vuoi essere madre

E tu non trovi un amante

Che può renderti moglie

Dimmi Luna d’argento

Che cosa pensi di fare

Con un bambino

A-ha-ha, a-ha-ha

Figlio della Luna

 

E nelle notti

Che hanno la Luna Piena

Sarà perché il bambino

È di buon umore.

E se il bambino piange

La Luna calerà

Per fargli una culla

E se il bambino piange

La Luna calerà

Per fargli una culla

 

Luna_La Luna nel Deserto

  Foto Tratta dal sito lalunaneldeserto.it

Luna - Statua della Dea_La Luna nel PozzoFoto Tratta dal sito la-luna-nel-pozzo.com


mercoledì, 16 luglio 2008

Canzone per le Donne

Urami-Bushi - Meiko Kaji

L'altra sera ho visitato un blog, dove in sottofondo ho ritrovato questa canzone.... che avevo sentito una volta, ma che mi sono subito ricordato. Era nel film Kill Bill. Una canzone meravigliosa, e pur non capendo nulla del testo in Giapponese, sia la musica che l'intonazione delle parole, mi piacevano così tanto che non l'ho più scordata. In realtà quando io la sento penso anche al film, a quello che la ragazza affronta, pur di raggiumgere il suo scopo, placare la sua rabbia, ricercare la giustizia e la pace. Ricordo sempre cos'è la crudeltà, e quanto noi tutti dobbiamo combatterla.

Ma l'altra sera, dopo averla riascoltata, pur essendo molto tardi e dovendo andare a letto (cercando di spezzare questa catena di nottate su splinder...) non ho saputo resistere, dovevo conoscere le parole e capire di cosa parlasse... e ho scoperto un mare di emozioni, che mi rimarranno sempre dentro.

Vi propongo quindi anche il testo, in Giapponese e Italiano. Vi consiglio di assaporare le parole in lingua originale. E' una canzone dolcissima, piena di passione. Una canzone, e un'artista Meiko Kaji, che conosce bene le donne, ne descrive il loro amore senza confine, la loro incredibile forza, la loro natura di dominare gli uomini, ma di soffrire incredibilmente per loro. Un richiamo all'orgoglio femminile, ma allo stesso tempo di devozione verso la vita. E una grande riflessione in silenzio per gli uomini. Perchè questa è una canzone per le donne, secondo me.

Che altro dire, ascoltatela. Ho trovato un video su YouTube dove c'è lei che canta, dal vivo. Io ancora non l'ho visto. Mi voglio preservare questo piacere, tanto è stato grande il piacere di ieri di scoprire questa canzone.... e voglio in questo modo fare un piccolo omaggio proprio alle donne, che della pazienza e della capacità di assaporare i momenti, hanno fatto un'arte.

Un abbraccio a tutti, e tutte in particolare... e buone emozioni.

Un grazie speciale a PourrieCandide... e a lei un grande abbraccio.

http://www.youtube.com/watch?v=XBmaDd7qlcU

Tra i documenti il anche il file della canzone.

 

Hana yo Kirei to, Odaterare,
Saite Mitanara, Sugu Chirasareru.
Baka-na, Baka-na,
Baka-na On'na no... Urami-bushi.

Sadame Kanashi to, Ariramete,
Naki-wo Misereba, Mata Nakasareru.
On'na, On'na,
On'na Namida no... Urami-bushi.

Nikui, Kuyashii, Yurusenai.
Kesu ni Kesenai, Wasure-rarenai.
Tsukinu, Tsukinu,
Tsukinu On'na no... Urami-bushi.

Yume yo Miren to, Warawarete,
Samete-misemasu, Mada Same-kirenu.
On'na, on'na,
On'na-gokoro no... Urami-bushi.

Makka-na Bara nya, Toge ga Aru.
Sashitaka-naiga Sasazu'nya-okanu.
Mo'eru, Mo'eru,
Mo'eru On'na-no... Urami-bushi.

Mo'eru, Mo'eru,
Mo'eru On'na-no... Urami-bushi.

Shinde Hanami ga, Sakuja Nashi,
Urami Hito-suji, Ikite-yuku.
On'na, On'na,
On'na Inochi no... Urami-bushi.

Tu sei bellissima, sei il fiore, lui ti elogia

Ma se tu fiorisci, lui ti prenderà sparsa.

Sciocco. Così sciocco.

Divento così sciocco cantando il mio blues di rancore.

 

Tu puoi accettare il tuo destino pietoso.

Ma quando tu piangi, lui ti farà piangere di più.

Donne, o donne,

Sono lacrime d donna che danno vita al mio blues di rancore.

 

Ti odio. Pieno di rimpianti, mai perdonati

Cerco di cancellare i miei ricordi, ma non posso dimenticarti.

Non finisce mai, mai

Non finisce mai, perché questo è il mio blues di rancore.

 

Dicono che è un sogno, braci di una pagina di allegato

Ridendo di te, Così decidi di alzarti, ma temi di essere pienamente sveglio

Donne, oh donne

L’anima delle donne scandisce il mio blues di rancore.

 

Le rose cremisi hanno le loro spine appuntite.

Non voglio ferirti, ma devo pungerti con la mia spina

Brucia, sta bruciando

Continua a bruciare nel mio blues di rancore.

Brucia, sta bruciando

Continua a bruciare nel mio blues di rancore.

 

Nessun fiore crescerebbe sul mio corpo morto

Così tirerò avanti, aggrappandomi al mio rancore

Donne, oh donne

La vita della mia donna appartiene al mio blues di rancore.

 


martedì, 08 luglio 2008

Capitolo VI – Fare L’Amore

Capitolo VI – Fare L’Amore ( di Leo10 e PrincipeRomano )

( Avverto del contenuto Erotico, bambini andate a giocare coi DragonBalls, bambine andate a fare le trecce alle bambole, e se vi fermate a leggere, poi non giocate a fare il dottore e l'ammalata ).

 

Voglio concludere questa trilogia di racconti lunghi, parlandovi della penetrazione. Infatti solo ieri, mi sono accorto, per caso di aver iniziato parlando della masturbazione, atto anche quasi infantile, ma innocente, e raccontando poi del rapporto orale, un desiderio di baci più profondi, di amare il corpo e il seme dell’altro. In effetti così è stato anche il mio viaggio nel sesso, che è sfociato nell’atto vero e proprio solo intorno ai 20 anni.

 

Ciò era dovuto solo ed esclusivamente al mio desiderio di far l’amore davvero la prima volta, solo con una donna che avrei amato. Dimostrazione non per vantarmi, ma la difesa del mio lignaggio acquisito è d’obbligo, che oltre a non aver mai avuto rapporti sessuali con uomini o le transessuali (a questo a periodi ho pensato…), la mia esplorazione del sesso è stata sempre in anticipo rispetto a molti miei coetanei, fin dalle scuole elementari.

 

Non racconterò della mia prima volta, ciò costituisce argomento privato, che almeno non va esibito.

 

Vi dirò di come, fare l’amore con una donna completamente, con il pene che affonda nella vagina, accarezzandola e attraversandola, è stato per me a lungo una fantasia. Quindi credo che una buona parte della comprensione del mondo, sia passata per il soddisfacimento di questo istinto e desiderio ;-)

 

La sensazione di assoluta perfezione della donna, che immediatamente coinvolge di nuovo, come nei momenti che avevano portato a tale compimento, gli occhi, la bocca, il collo, il petto, il seno, il ventre, la figa, le gambe. La figa. Un bagno immenso nella carne, uno scorrere insieme al sangue, una lotta coi tessuti profondi, un’immergerci nei liquidi più sublimi.

 

E il movimento del corpo della donna, o Signore. Signore tu cosa forgiasti prima ? L’ondulare delle fronde al vento o il suo bacino ansioso. Pensasti prima a disegnare i percorsi del vento, o lo spandersi e il raccogliersi dei suoi capelli. Le montagne o il suo riposare, il vulcano o il suo gridare e graffiarmi e colpirmi durante il suo orgasmo.

 

Donna eppoi, è come dici tu, l’amore e il sesso, sono la proiezione più nitida e corposa delle nostre sensazioni, e dei nostri desideri. Anzi no, delle sensazioni no. Perché tu godi davvero quando puoi anche solo baciarci, o pensare a noi, o accudirci, o soffrire per noi, o impazzire di gioia con noi – e guarda che solo e soltanto tu ci dai la vera gioia - quando puoi immaginare un futuro con noi, anche pochi attimi di intesa.

 

I desideri invece, continuamente soddisfatti e inseguiti, così misteriosi e romantici, li crei con il tuo corpo la tua voce e le tue mani, quando mi possiedi e ti fai possedere, o quando semplicemente ci teniamo testa.

 

E tu Signore, proprio tu si dico a te,  e anche a te donna, voglio, cortesemente, la tua attenzione. Perdona, ti prego perdona, se “qualche volta” eccediamo e accediamo ai meandri più oscuri dell’attrazione e del sesso. Pensa che io voglia stringere le sue mani, le tue mani, per averla per me un attimo più intensamente. Pensa che quando la afferro, e la tiro a me e la getto sul letto o addosso ad un muro, o a pecorina da qualche parte…. Signore perdona anche questa parola, devi ammettere Signore abbastanza eccitante per noi umani…. E tu donna quando la pronunci io ridivento un animale e anche tu.... ma pensa che la mia prima e unica preoccupazione è non farti male. E se, quando la possiedo dopo molto tempo, avendo ormai gonfiato con il mio pene ogni angolo angusto della tua vagina, oh donna, io voglia arrivare fino in fondo al massimo, a patto che a te piaccia, e …farle dire appena appena Signore.. “ahi”. “Ahi” mio dolce tesoro, fammi un segno, lasciati leggere nelle pieghe del viso, negli sguardi fuggenti, nelle mani sincere, se e quanto questo

 

Ti piace. Io sarò attento a rimanere in quel confine con arte, la mia modesta arte che sempre sarà ispirata da te ed insegnata a te, mia padrona e serva, del sesso e dell’Amore, mia donna e amante, mio desiderio unico.

 

E prendete anche giocosamente, l’utilizzo delle mie mani e della mia bocca, anche in maniera non prevista dal regolamento… o persino di qualche oggettino che mi dovesse (rare volte) capitare per le mani, del resto l’abilità nel padroneggiare gli strumenti Signore la concedesti come nostra prerogativa. Ritieni un insozzarsi infantile, pulito, il prendere il culo, sfondar… ops, penetrarlo, anche con forza, ma con ardore, mai violenza, o se mentre ti possiedo infilo le mie dita anche lì. E non ti scandalizzare nemmeno se uso la mia lingua, per avvolgere tutto il corpo, anche in luoghi che nemmeno tu tocchi e penetri. Fa parte della mia fantasia, come il metterti in strane posizioni, da dove entrarti dentro, da dove tentare di riempirti. E mi piace anche insinuare il mio cazzo (ops…) tra il tuo seno, tra le tue natiche, sul tuo viso e lasciare che tu ti muova con esso, sopra o sotto di esso. Per poi riprendere ancora a possedenti, vederti sudare e baciarti dovunque, e immergermi in tutti i tuoi umori, in tutti i tuoi sapori… tu donna hai i succhi più eccitanti e saporiti del mondo.

 

Prendi come amore per il bello, se mi piace guardare e scovare la mia donna, se mi piace vedere e sentire che si veste, o adoro vederla e sentirla spogliarsi. E spogliarmi. Se gioco con le stoffe e i gioielli, con i veli e gli scialli, se voglio scoprire che forma ha la materia più semplice o più ricca, sul suo corpo e il suo volto. E spalmarle sopra olii e unguenti e creme, a anche l’acqua, signore l’acqua sul corpo di una donna… per amare come le sostanze mi mescolano alla sua pelle. Se mi eccita guardarla mentre si muove, mentre mi cucina, mentre lavora, mentre si sforza, partecipare con lei alle fatiche, prendendo con me i pesi, e lasciando a lei mostrarmi la sua leggiadria, le sue curve tese e morbide allo stesso tempo. Osservare e studiare, come i profili delle cose del mondo, diventano immediatamente più interessanti, con una donna davanti. Ma toccare ogni tanto, per vedere se è davvero vero ciò che vedo. Vederla e sentirla ballare.

 

E vi prego non mi biasimate, se a volte, mi piace trovarmi in situazioni o ambientazioni o situazioni un po’ particolari diciamo pure strane, insolite. O se pronuncio qualche oscenità, lo penso ma soprattutto lo dico, mi piace essere sincero fino in fondo, far uscire i miei pensieri... mi piace sentire anche come suona. Mi piace fica, sorca, fregna (La Fregna !) tette, tettine, tettone, culo, culetto, culone, zinne, zinnone, chiappe, chiappotte, chiappone, mandolino, violino, chitara, chitarone, bocce, boccioni, cosce, coscioni, gambe, carne, ciccia, pelle, cazzo... ti sbatto ti rompo, mi ti faccio, me te scopo, mo te trombo, mamma mia che te farei, mamma mia che te faccio mò, vieni quà... se t'acchiappo, se te pijo, t'ho preso, dove volevi andare, mo riprovaci, ti faccio godere, anzi voglio farti godere, bona, figona, gnoccolona, e tutti gli altri epiteti che le darei o come la chiamerei, ma questo è solo cosa tra noi...

 

Sopportate, se non faccio altro che baciarti, stringere le tue carni e affondare le mie dita e le mie labbra, quando mi sgusci furtiva o quando mi cavalchi selvaggia, quando ti monto infuriato o quando mi salti sopra o ti sbatto a me scatenata, o quando mi sei davanti inarcata e sensuale. E anche quando ti parlo, dopo, perdona i miei baci e le mie mani; se poi mi fermo a guardanti mentre giaci accanto a me, se scruto ogni centimetro del tuo corpo mio, se osservo ogni gioco dei peli, o ogni curva della tua sensualità, ogni piccola espressione del tuo volto, se mi rapisce ogni piccolo suono della voce, ogni angolo degli occhi e delle tue carezze.  Conosco la mia debolezza, per accarezzare, palpare, sentire, strofinare, impastare, sfiorare, le carni. Sentire la polpa, come ad un frutto… e mordere, si mordere come un Leone, ma poi baciare, succhiare ansiosi, annusare curiosi e alla ricerca dei più piccoli atomi, schiaffeggiare, stringere e sbattere come il mare o il vento stesso fanno…. Non sono forse parole che già nel creato sono comprese ? Non è poi tutto questo lo spettacolo della natura ?

 

E mi piace che mi tocchi, si che tu mi tocchi e ti tocchi, ti accarezzi il corpo te lo stringi, e che me lo mostri, e ti baci e mi baci, mi lecchi e mi fai. Che mi spingi la testa quando ti bacio, che mi stringi il culo, e mi accarezzi il petto, mi graffi le spalle e mi tornenti la schiena. E anche se senza volere mi avrai fatto dei piccoli segni, perchè questo ti è uscito dal corpo e dell'anima, imparerò questa mappa per darti e darmi, sempre più piacere. Perchè la donna, Dio tu l'hai fatta con una energia e una forza incredibile, e chi sono io per arginarla ? Tu, Donna mi dai sempre di più, e non ti stanchi mai.

 

Signore grazie della tua creazione, spero di iniziare appena a comprenderne i misteri. Donna, io Ti Amo, mia Strega e mia Fatina, e amarti col corpo è solo un modo per scoprire i tuoi desideri, i tuoi sogni, la tua voce e il tuo sguardo davvero, per continuare ad esplorarti meglio, per dare una sfumatura più intensa al tuo romanticismo, un colore più tenue alla tua dolcezza, un tratto più deciso alla tua profondità. Per capire la tua mente ed esserti amico. Ricorda sempre che il nostro ritmo diverso è opera del Capo qui sopra, e che quando ti ferisco dentro è non solo per la tua fragilità, ma anche per mia debolezza.

 

PrincipeLeo

 


domenica, 02 dicembre 2007

Perso nei Blog.....

Hihi ancora rido.... sono di ritorno mie care e miei cari, da uno dei miei giretti su splinder. é qualche giorno che ho ripreso a bazzicare quì... tra l'altro voglio segnalare d'essermi imbattuto in blog che esaltano l'anoressia, che mi hanno un pò sconvolto e mi spiace dirlo, davvero con tutto il cuore, dato un pò il senso dell'orrore... ma non delle persone, ma delle idee sia chiaro....

Ma c'è tanta bellezza quà dentro, che come giri ti escono follie su foto, disegni che si muovono, poesie, canzoni, poeti scansonati o dalla parola fiacca ma dal cuore comunque grande, donne piene di versi su un mondo che ormai non le vuole tattenere più.... e tanto affetto che la gente si scambia (banale o no non oscura l'intenzione buona). E la sensazione e la certezza di vagare secondo piani precisi, secondo strade tracciate prima del mio ingresso... staserà ho girato un paio di blog di fatine, davvero carine (ancora parlo in rima cazzarola...) dove ho profuso "versi", frutto come dicevo dell'influenza del caro Benigni, dell'Arte diciamo... e ti scappa devo dire di fronte ad atmosfere così calme, eppur piene di vita così dirompente a tratti... Poi capito nel sito di una di queste persone che scrivono un boato di blogs, e diceva che al paese la prendono per il sedere perchè stà sempre davanti al computer (lavora e studia tra l'altro, oltre ad avere una vera e propria rete !! E dicevo a questa ragazza (che pure... deve avere le dita più veloci del west......) che i parrucconi che giudicano negativamente non hanno ancora capito che questa (può essere) un'altra rivoluzione che dovranno affrontare.... e aggiungo che potrebbero anche essere strufoli loro. mi sono morigerato (come dice Sgarbi).

gatto agguato

Quindi scrivo ancora anche perchè, nel cercare uno scritto da postare (eddaje sù co ste rime ! ),

il primo post dove mi vannò gl'occhi è "amore" e lo clicco avido ancora, non parlo d'altro da tre giorni...

"Quando c'è di mezzo l'amore vuoi soltanto quello che ti viene dato così

come ti viene dato".

 

rubacchiato da splinder mesà.... il secondo file che apro e mi ritrovo sul mio comp in un bellissimo scambio di un anno fa, su una comunity (puntodincontro, su yahoo) che ho lasciato per il momento, poco dopo. Avevamo fatto pure un incontro, a Roma. Persone di tutte le età, io ero il più piccolo.

e insomma questo Giovanni, di un paesino vicino la capitale, in uno dei suoi scambi con un medico che vive in Palestina, nel centro di una discussione sull'amore.....

ti caccia questo. e tò ti ritrovo pure uno scritto in mezzo di un certo Galimberti, Filosofo, che da un pò becco in televisione, che dice cose intelligenti (non molti lo fanno). roba da prendere appunti, dicevo a mio padre.

gradito e accolto con un sorriso e un "nooooo",un riferimento ad una ragazza, alla quale ho tenuto molto, che è poi quella di cui parlo nel post su Dante.... ha che poi prima di venire quì, mentre giravo tra i blog, e ormai mi ero tasformato in un folletto, o piccolo mago (mi piace di più è più figo, anche se non per prendermi per il culo da solo, ma assomiglio più ad un folletto, al massimo un maghetto con quei cappelloni grossi, che poi se li aggiusto non mi starebbe nemmeno male, ma non ho tempo mai di andare dalla sarta perchè so il peggio) che giravo a prodigar stornelli, che alla fine ti becco pure Benigni...

insomma, continua la magia di girare in questi posti sospesi, che rivelano dietro la piattezza di ciò che guardo, tanti spiragli su un vociare, che è un nuovo cambiamento della nostra esperienza di esseri umani....

e voi mie care, miei cari, sempre inaspettati e dolci ospiti, che mi accompagnate ogni tanto....

leggete ora di versi, di una periferia romana,

di un uomo piccolo dal gran cuore, nella normalità di viversi

che ci fan sentire su una carovana, a volte dispersi,

a tratti imapazzire ma dove possiamo amare tutti

senza troppo darci biasimo, e l'animo nobile lenire.

 

Amore Carnevale di Giovanni da Puntodincontro

“A questo punto

stiamo tanto bene io e te

che non ha senso

tirar fuori i come ed i perchè.

Cerchiamo insieme

tutto il bello della vita

in un momento

che non scappi tra le dita.

E dimmi ancora

tutto quello che mi aspetto già

che il tempo insiste

perchè esiste il tempo che verrà.

a questo punto

buonanotte all'incertezza

ai problemi all'amarezza

sento il carnevale entrare in me.

E sento crescere la voglia, la pazzia

l'incoscienza e l'allegria

di morir d'amore insieme a te”

 

Siamo così abituati a vivere in un mondo che vive a una sola dimensione che alla fine perdiamo la capacità di riconoscere tutto ciò che è complesso e va a finire che capiamo solo le cose semplici.

 

“... e così la nostra anima più non conosce le parole per nominare l'amore, per quel tanto che ha di enigmatico e buio, il dolore nelle sue espressioni che vanno dalla malinconia al mondo chiuso ed opprimente dell'angoscia, la gioia nelle vertigini della sua esaltazione,la noia nel suo spessore denso e opaco.

Cosa comporta questa afasia?
Che i sentimenti attraversano l'anima senza che noi possiamo dialogare
con loro”.

Umberto Galimberti

 

La dimensione che viviamo è solo quella positiva, come non esistesse il male, la bruttezza, l’angoscia, la malattia, non le sappiamo comprendere, non le sappiamo vivere perché non le conosciamo, perché le fuggiamo.

 “Non ha senso tirare fuori i come ed i perché”.

Siamo.

Piangiamo, soffriamo, godiamo, ridiamo.

La pazzia sta qui, nel riconoscere ed amare anche il negativo, quello che è dentro di noi e quello che è fuori di noi.

Non voglio sottrarmi alla tristezza la voglio assaporare completamente.

Ho un sacco di difetti, sono vigliacco, titubante, arrogante, prepotente, rissoso, irascibile, ma:

“Stiamo tanto bene io e te” (Giovanni)

che a questo punto

buonanotte all’incertezza

ai problemi, all’amarezza,

sento il carnevale entrare in me

 

perché esiste il tempo che verrà

 

Buona giornata a tutti

Big uccello

 

 

 

Caro giovannino, ci sei mancato te lo dico ancora. Voglio stampare questa cosa e darla alla mia amica Valentina, con la quale ieri ho avuto il mio primo appuntamento. E' stata davvero una giornata bellissima, che con molta naturalezza ha riservato sorprese ed emozioni. Non ti sentire troppo importante ;.) le do diverse cose da leggere.... ma sono convinto che ambedue, per motivi diversi, non facciamo i conti con i piccoli dolori che accompagnano un affetto che nasce, nelle piccole incomprensioni e nella paura di donarsi e di credere all'altro, nel giudicare un suo comportamento, il suo mondo, e di ascoltare quando ci si lancia messaggi. Lasciare entrare il Carnevale in noi....

 

Ti do un abbraccio, voglio venirti a trovare presto, mi inviti ?

 

Ciao Gio

 

Leo

 

 zingara

 

 

 

 


venerdì, 09 marzo 2007

Volevo condividere con voi un messaggio inviato nel blog di Kilye, non per qualche motivo, ma perchè volutamente non ho fatto auguri per l'8 marzo, ma non riesco a non farvi un pensierino.... lei scriveva su Venere (vi consiglio di leggerlo).

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Dolce Venere, non lasciare che il pulsante sentimento scorra in me lasciandomi in attesa e un pochino triste. So che tu hai l'essenza della donna, che scendi come un bacio nei segreti della mia bocca. Ma ti prego ascolta l'intrepido e focoso Marte, non fermarti al vento dei pensieri, ma lascia che possa sentire il calore della passione che scorre, che chiude gli occhi ma non ha pace se non in selvaggi eppur teneri sussulti e abbandoni.

Venere non posso starti lontana ma concedimi anche di giacere accanto a Marte, di sentire la brace dopo il tuo dolce soffio...anch'esso mi desidera e mi completa: sarei troppo debole abbandonata solo alla tua dolce grazia. Lascia che egli abbracci la mia debolezza, e che trasformi il peccato in innocente delirio.

Concedimi di vedervi uniti, e di poter finalmente assaporare la passione e il sentimento, poichè la natura così decise di generare l'amore.

Buonanotte, un abbraccio per l'ispirazione.

Leo

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