Sogno o realtà

Cosa distingue l'uno dall'altro ? Quando il sogno diventa reale e la realtà si trasforma in un sogno lontano ?

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Utente: Leo10
Nome: Luca
Mi piace conoscere persone e luoghi, scoprire cosa mi circonda, cosa ho dentro e cosa c'è negli altri.Ma soprattutto mi piace divertirmi e ogni tanto fermarmi a pensare. Ho molti, forse troppi interessi, ma il mondo è così bello che non posso farne a meno...

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martedì, 08 luglio 2008

Capitolo VI – Fare L’Amore

Capitolo VI – Fare L’Amore ( di Leo10 e PrincipeRomano )

( Avverto del contenuto Erotico, bambini andate a giocare coi DragonBalls, bambine andate a fare le trecce alle bambole, e se vi fermate a leggere, poi non giocate a fare il dottore e l'ammalata ).

 

Voglio concludere questa trilogia di racconti lunghi, parlandovi della penetrazione. Infatti solo ieri, mi sono accorto, per caso di aver iniziato parlando della masturbazione, atto anche quasi infantile, ma innocente, e raccontando poi del rapporto orale, un desiderio di baci più profondi, di amare il corpo e il seme dell’altro. In effetti così è stato anche il mio viaggio nel sesso, che è sfociato nell’atto vero e proprio solo intorno ai 20 anni.

 

Ciò era dovuto solo ed esclusivamente al mio desiderio di far l’amore davvero la prima volta, solo con una donna che avrei amato. Dimostrazione non per vantarmi, ma la difesa del mio lignaggio acquisito è d’obbligo, che oltre a non aver mai avuto rapporti sessuali con uomini o le transessuali (a questo a periodi ho pensato…), la mia esplorazione del sesso è stata sempre in anticipo rispetto a molti miei coetanei, fin dalle scuole elementari.

 

Non racconterò della mia prima volta, ciò costituisce argomento privato, che almeno non va esibito.

 

Vi dirò di come, fare l’amore con una donna completamente, con il pene che affonda nella vagina, accarezzandola e attraversandola, è stato per me a lungo una fantasia. Quindi credo che una buona parte della comprensione del mondo, sia passata per il soddisfacimento di questo istinto e desiderio ;-)

 

La sensazione di assoluta perfezione della donna, che immediatamente coinvolge di nuovo, come nei momenti che avevano portato a tale compimento, gli occhi, la bocca, il collo, il petto, il seno, il ventre, la figa, le gambe. La figa. Un bagno immenso nella carne, uno scorrere insieme al sangue, una lotta coi tessuti profondi, un’immergerci nei liquidi più sublimi.

 

E il movimento del corpo della donna, o Signore. Signore tu cosa forgiasti prima ? L’ondulare delle fronde al vento o il suo bacino ansioso. Pensasti prima a disegnare i percorsi del vento, o lo spandersi e il raccogliersi dei suoi capelli. Le montagne o il suo riposare, il vulcano o il suo gridare e graffiarmi e colpirmi durante il suo orgasmo.

 

Donna eppoi, è come dici tu, l’amore e il sesso, sono la proiezione più nitida e corposa delle nostre sensazioni, e dei nostri desideri. Anzi no, delle sensazioni no. Perché tu godi davvero quando puoi anche solo baciarci, o pensare a noi, o accudirci, o soffrire per noi, o impazzire di gioia con noi – e guarda che solo e soltanto tu ci dai la vera gioia - quando puoi immaginare un futuro con noi, anche pochi attimi di intesa.

 

I desideri invece, continuamente soddisfatti e inseguiti, così misteriosi e romantici, li crei con il tuo corpo la tua voce e le tue mani, quando mi possiedi e ti fai possedere, o quando semplicemente ci teniamo testa.

 

E tu Signore, proprio tu si dico a te,  e anche a te donna, voglio, cortesemente, la tua attenzione. Perdona, ti prego perdona, se “qualche volta” eccediamo e accediamo ai meandri più oscuri dell’attrazione e del sesso. Pensa che io voglia stringere le sue mani, le tue mani, per averla per me un attimo più intensamente. Pensa che quando la afferro, e la tiro a me e la getto sul letto o addosso ad un muro, o a pecorina da qualche parte…. Signore perdona anche questa parola, devi ammettere Signore abbastanza eccitante per noi umani…. E tu donna quando la pronunci io ridivento un animale e anche tu.... ma pensa che la mia prima e unica preoccupazione è non farti male. E se, quando la possiedo dopo molto tempo, avendo ormai gonfiato con il mio pene ogni angolo angusto della tua vagina, oh donna, io voglia arrivare fino in fondo al massimo, a patto che a te piaccia, e …farle dire appena appena Signore.. “ahi”. “Ahi” mio dolce tesoro, fammi un segno, lasciati leggere nelle pieghe del viso, negli sguardi fuggenti, nelle mani sincere, se e quanto questo

 

Ti piace. Io sarò attento a rimanere in quel confine con arte, la mia modesta arte che sempre sarà ispirata da te ed insegnata a te, mia padrona e serva, del sesso e dell’Amore, mia donna e amante, mio desiderio unico.

 

E prendete anche giocosamente, l’utilizzo delle mie mani e della mia bocca, anche in maniera non prevista dal regolamento… o persino di qualche oggettino che mi dovesse (rare volte) capitare per le mani, del resto l’abilità nel padroneggiare gli strumenti Signore la concedesti come nostra prerogativa. Ritieni un insozzarsi infantile, pulito, il prendere il culo, sfondar… ops, penetrarlo, anche con forza, ma con ardore, mai violenza, o se mentre ti possiedo infilo le mie dita anche lì. E non ti scandalizzare nemmeno se uso la mia lingua, per avvolgere tutto il corpo, anche in luoghi che nemmeno tu tocchi e penetri. Fa parte della mia fantasia, come il metterti in strane posizioni, da dove entrarti dentro, da dove tentare di riempirti. E mi piace anche insinuare il mio cazzo (ops…) tra il tuo seno, tra le tue natiche, sul tuo viso e lasciare che tu ti muova con esso, sopra o sotto di esso. Per poi riprendere ancora a possedenti, vederti sudare e baciarti dovunque, e immergermi in tutti i tuoi umori, in tutti i tuoi sapori… tu donna hai i succhi più eccitanti e saporiti del mondo.

 

Prendi come amore per il bello, se mi piace guardare e scovare la mia donna, se mi piace vedere e sentire che si veste, o adoro vederla e sentirla spogliarsi. E spogliarmi. Se gioco con le stoffe e i gioielli, con i veli e gli scialli, se voglio scoprire che forma ha la materia più semplice o più ricca, sul suo corpo e il suo volto. E spalmarle sopra olii e unguenti e creme, a anche l’acqua, signore l’acqua sul corpo di una donna… per amare come le sostanze mi mescolano alla sua pelle. Se mi eccita guardarla mentre si muove, mentre mi cucina, mentre lavora, mentre si sforza, partecipare con lei alle fatiche, prendendo con me i pesi, e lasciando a lei mostrarmi la sua leggiadria, le sue curve tese e morbide allo stesso tempo. Osservare e studiare, come i profili delle cose del mondo, diventano immediatamente più interessanti, con una donna davanti. Ma toccare ogni tanto, per vedere se è davvero vero ciò che vedo. Vederla e sentirla ballare.

 

E vi prego non mi biasimate, se a volte, mi piace trovarmi in situazioni o ambientazioni o situazioni un po’ particolari diciamo pure strane, insolite. O se pronuncio qualche oscenità, lo penso ma soprattutto lo dico, mi piace essere sincero fino in fondo, far uscire i miei pensieri... mi piace sentire anche come suona. Mi piace fica, sorca, fregna (La Fregna !) tette, tettine, tettone, culo, culetto, culone, zinne, zinnone, chiappe, chiappotte, chiappone, mandolino, violino, chitara, chitarone, bocce, boccioni, cosce, coscioni, gambe, carne, ciccia, pelle, cazzo... ti sbatto ti rompo, mi ti faccio, me te scopo, mo te trombo, mamma mia che te farei, mamma mia che te faccio mò, vieni quà... se t'acchiappo, se te pijo, t'ho preso, dove volevi andare, mo riprovaci, ti faccio godere, anzi voglio farti godere, bona, figona, gnoccolona, e tutti gli altri epiteti che le darei o come la chiamerei, ma questo è solo cosa tra noi...

 

Sopportate, se non faccio altro che baciarti, stringere le tue carni e affondare le mie dita e le mie labbra, quando mi sgusci furtiva o quando mi cavalchi selvaggia, quando ti monto infuriato o quando mi salti sopra o ti sbatto a me scatenata, o quando mi sei davanti inarcata e sensuale. E anche quando ti parlo, dopo, perdona i miei baci e le mie mani; se poi mi fermo a guardanti mentre giaci accanto a me, se scruto ogni centimetro del tuo corpo mio, se osservo ogni gioco dei peli, o ogni curva della tua sensualità, ogni piccola espressione del tuo volto, se mi rapisce ogni piccolo suono della voce, ogni angolo degli occhi e delle tue carezze.  Conosco la mia debolezza, per accarezzare, palpare, sentire, strofinare, impastare, sfiorare, le carni. Sentire la polpa, come ad un frutto… e mordere, si mordere come un Leone, ma poi baciare, succhiare ansiosi, annusare curiosi e alla ricerca dei più piccoli atomi, schiaffeggiare, stringere e sbattere come il mare o il vento stesso fanno…. Non sono forse parole che già nel creato sono comprese ? Non è poi tutto questo lo spettacolo della natura ?

 

E mi piace che mi tocchi, si che tu mi tocchi e ti tocchi, ti accarezzi il corpo te lo stringi, e che me lo mostri, e ti baci e mi baci, mi lecchi e mi fai. Che mi spingi la testa quando ti bacio, che mi stringi il culo, e mi accarezzi il petto, mi graffi le spalle e mi tornenti la schiena. E anche se senza volere mi avrai fatto dei piccoli segni, perchè questo ti è uscito dal corpo e dell'anima, imparerò questa mappa per darti e darmi, sempre più piacere. Perchè la donna, Dio tu l'hai fatta con una energia e una forza incredibile, e chi sono io per arginarla ? Tu, Donna mi dai sempre di più, e non ti stanchi mai.

 

Signore grazie della tua creazione, spero di iniziare appena a comprenderne i misteri. Donna, io Ti Amo, mia Strega e mia Fatina, e amarti col corpo è solo un modo per scoprire i tuoi desideri, i tuoi sogni, la tua voce e il tuo sguardo davvero, per continuare ad esplorarti meglio, per dare una sfumatura più intensa al tuo romanticismo, un colore più tenue alla tua dolcezza, un tratto più deciso alla tua profondità. Per capire la tua mente ed esserti amico. Ricorda sempre che il nostro ritmo diverso è opera del Capo qui sopra, e che quando ti ferisco dentro è non solo per la tua fragilità, ma anche per mia debolezza.

 

PrincipeLeo

 


venerdì, 30 novembre 2007

Benigni e il Canto V

Ieri sera c’è stata la bellissima trasmissione di Roberto Benigni. E’ stata un’altra pagina di arte moderna, e di televisione, indimenticabile. La sua satira politica, rivendicatamente di parte, discendenza da nobili tradizioni civiche di divisione tra Guelfi e Ghibellini, prepara il campo e sgombera la mente dall’attualità, che nella sua assurdità, diventa solo una comica.

 

                Poi parla di Italia, di arte Italiana, di genio Italiano, anche con un proverbiale rimprovero alla dimenticanza di noi stessi, di un popolo che nell’olimpo della “creazione umana”, dimentica ciò che di più nobile ha creato sulla terra.

 

                E allora arriva al centro della trasmissione, l’arte come si presenta, e gli ideali che la muovono: la bellezza, l’amore, Dio, la vita. Dio visto non tanto come fenomeno puramente religioso, ma sociale, culturale, di progersso umano: il Cristianesimo, il Classicismo, il Sapere.

 

                Infine ecco i Sentimenti e le Emozioni. L’amore, diventa con lui la cosa più semplice con la quale si convive, si soffre, si ha gioia. La storia della narrazione dei sentimenti, la riflessione sulla grandezza degli uomini, attraverso la Filosofia, l’Arte, la Storia.

 

                Le esperienze migliori che un essere umano può compiere, come amare una persona, credere in lei. Abbandonarsi e impazzire per lei. Tornare savi ma dopo un viaggio nell’aldiqua delle emozioni. Uno slancio verso la profondità dell’animo e della vita concreta.

 

                Poi inizia la spiegazione del Canto V. Io chiamo la mia ex, e le dico di ascoltare. Più di un anno fà glielo lessi; è felice ricorda e le è rimasta l'emozione... L’ho portata in un paesino, su una scala antica, in un angoletto, con piante arrampicate sui muri e nei vasi... e una volta messa sulle mie ginocchia le ho letto, guardandola in viso, questo capolavoro, da una vecchia edizione di mia nonna della Divina Commedia, un grande vecchio libro con le illustrazioni di Dorè.

 

                A scuola il mio prof di Italiano, l’indimenticato Valentini, un giorno entrò in classe e ci disse che avremmo dovuto imparare a memoria una buona metà del V Canto dell’Infermo. I mugugni furono spenti dall’ordine che ribadì, e dalla certezza che un giorno lo avremmo ringraziato. Così è stato. Ancora oggi ho i versi stampati in mente e tuttavia al solo pensiero di certi passaggi, la mia pelle si riempie ancora di brividi, il fiato ancora si trattiene nel corpo provato, la mente viaggia e si eleva alla dimesione grandiosa che gli appartiene, e che continua ad inseguire e a volte a mancare.

 

                Posso io ora andare ai confini dell’umana passione e alle soglie del pensiero, fonderli in un unico atto d’amore. Posso sentire la bellezza di essere al mondo e di provare ancora una volta tali sensazioni anche se so possono esser fatali.

 

                Il mio blog si aprì con la canzone del film Romeo e Giulietta di Zeffirelli, in quel mistero conosciuto da noi che è l’unione nell’amore, nel sogno che si realizza e si può infrangere o sublimare nell’unione eterna.

 

                Ma quello che davvero vorrei dire è che di fronte all’arte, a questa arte, come ai massimi capolavori, l’uomo si ritrova cambiato per sempre, con uno spazio interno ampliato, e uno spazio verso l’infinito, tutto ad un atratto quasi annullato.

 

                Ho scritto di getto, non sono riuscito a dire cosa ho provato, non mi interessa averlo fatto. Quello che volevo è vivere scrivendo, questa emozione che ancora provo, il desiderio non di aver scritto tutto, ma una parte, sapendo e sperando che posso ancora farlo, e ancora e ancora. Proprio come quando si fa l’amore... sì questo mio scrivere ora è come far l’amore con le mie emozioni, e con voi che leggete.

 

                Vi amo, si vi amo, e spero che questo amore vi tocchi, e che lo rimandiate agli altri. E che questa lacrima che sembra voler spuntare solo per la gioia che sento, vi giunga direttamente al cuore.

 

Perché vedete, come dice il Poeta: “Amor, che a nullo amato, amar perdona”.

 

Un caro saluto dal Vostro Luca.

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domenica, 01 aprile 2007

A Ilaria - 2001

Dedico questo mio vecchio scritto alla sensualità ed ai sentimenti che una donna suscita in un uomo, per il semplice fatto trovarsi di fronte a lui, passargli accanto, vedervi camminare e muovere, parlargli una volta, guardarlo... Lo dedico al bisogno d'amore quando non ci siete, alle emozioni e alle immagini che create in noi x sempre, al sentimento d'amore che solo voi sapere far nascere... 

Come posso desiderare una Donna così tanto, senza conoscerla
se non nel suo magnifico apparire, nel suo sorgere,
giallo, con la sensualità di una
foresta, e con la dolcezza per me ancora celata, di un suo tesoro.
Ma io lo sento. So che sei grande e avvolgente. Come una leggenda.
Come la verità del mito, io sento il calore, e la tenerezza;
la gioia e le riflessioni un pochino malinconiche, della tua mente.
Credo che il tuo nome sia Ilaria.
Ilaria.

La tua è la sensualità della Natura, del suo bruciare estatico,
del perdersi fino alla follia,
del desiderio che non sembra mai potersi spegnere;
fino al riposo, alla quiete, alle parole,
all’essere il prato e non più il vento.
Divampa anche da quei capelli che si muovono come una cavalcata,
da quelle labbra tenere come un bacio ricevuto durante un sogno.
Da quel passo di leonessa possente e leggera.
Tradisci fra i tuoi antenati, una indomabile guerriera.

Ma ecco, come i tesori celati, la tua parte d’azzurro di luna in una stanza,
su un letto, su  due amanti esausti ed innamorati,
che scoprono quei sentimenti o solo emozioni, grandi senza fiato quasi;
leggere come un uomo abbandonato al mare,
ma profondo come l’Oceano che gli è sotto. E’ la tua dolcezza.
 ...che sussurra il silenzio alla notte, insegnandole la pace.
La stessa che da la leggerezza ai petali mentre tremano,
ed il soffio a quel tenue vento.

E quel poco di malinconia, che i tuoi occhi portano con tanta fierezza,
e tanta grazia…cos’è;  qual’è la sua essenza, quanto vorrei parlarci,
esserci accanto.
La pace, penso, ma forse non c’entra niente,
quando è la conquista di una persona sensibile
la porta sempre con se un pò di malinconia.
Forse come quella di un artista nella sua tana, dopo una sua creatura,
come a volte un amante profondo dopo che ha amato.
 
Voglio esplorarti, meraviglioso continente.
Non sei solo la tua Terra, ricca di solare vita,
di rigogliosi raccolti, di feste che li salutano,
di campagne che richiamano nei loro sogni annuali
la Primavera e le sue esplosioni ( sei bellissima, bellissima).
Sei anche la tua aria, le tue estati, le tue Notti,
gli inverni, i pensieri, i sogni degli uomini che ti abitano,
del dio che vi regna, adorato, e del quale a volte mi piacerebbe
anche essere schiavo.
Conquistarti, farti io schiava, poi regina, e di nuovo Dea.
Nei miei sogni sperare di vederti,
ma senza ricordare nulla il giorno dopo.
E sei tutte le anime che ci sono in te, terra mitica.
Tutte le anime di uomini
che in su di te hanno dato vita a ricordi e speranze.

Quell’anima che è in te, Bionda Imperiale,
Che bagna le tue coste, che copre di stelle i tuoi cieli.

La bagnante bionda_Renoir

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Bagnante Bionda - Renoir

 

Marilyn Monroe2

Marilyn Monroe


martedì, 27 marzo 2007

Martedì notte ore 3:03...

E' molto tardi, e io a letto proprio non ho voglia... e dire che stasera volevo fare presto, come sempre nella mia vita. E come sempre domani mattina si ripeterà (forse) la mia peggiore maledizione: mi alzerò tardi e andrò tardi a lavoro, come prima a scuola, come prima di sotto in giardino eppoi in strada a giocare....

Oggi è stata una della tante giornate importanti della mia vita, una delle tante che domani sarà ancora più importante. Mi vogliono fare Direttore Commerciale di una nuova azienda, io, che ho da 7 anni un enorme anello afgano al dito, che non mi faccio la barba, che mi vesto come un viaggiatore e a volte fico, e che sembro tutto tranne che un imprenditore, anche se in realtà lo sono fino al midollo, almeno spero. pò sono già un inventore, e per me è tanto... Questione di geni credo e di fortuna, che ho già un'attività a cui dedicarmi di famiglia, dove ho riconfermato quello che credevo di essere: una persona a cui piace creare e che gli piace stare con la gente. Fare squadra e fare da solo...inseguire un sogno e costruirlo. Con tutti e nonostante tutti.

Oggi ho anche vissuto una tenera emozione con una donna, è bastato guardarsi negli occhi, trovare una scusa per costruirsi una passeggiata in macchina insieme, stare accanto, appena non sfiorarsi, parlare di musica, raccogliere un fiore in un campo vicino alle pecore e una tacita promessa di amore anche se impossibile... e vedere come questo sia bello, forse + del giro in macchina che mi ero costruito prima con un'altra mia amica (con la stessa scusa) finito con un bacio sull'orecchio, una proposta oscena una strizzata alla coscia, e una promessa di sesso (con affetto chiaro, sennò non è nemmeno sesso)...anche se mi sono eccitato solo quando le accarezzavo i capelli parlandole dolcemente, e a lei piaceva. Perchè maiala è maiala, ma sempre donna.

E sono lo stesso che poche ore prima si era incazzato (ed era rimasto male) perchè mi si ricordava del miovecchio ormai bellissimo amore, bellissimo per quanto stronzo amore....che si ribellava come un leone in gabbia, preso da una tenera emozione e una furente ribellione...

Si sempre io che ora scrivo quì non so a chi e in fondo nemmeno perchè, se non per il fatto che mi sembra che qualcuno mi ascolti, non fosse altro per la mia anima che può ritrovarsi un pò. E tirar fuori questa energia immensa e questa tenue malinconia. Sempre io, che prenderò la macchina ed andrò a casa dall'ufficio, calcando ancora la strada, mia amica fedele che sempre mi aspetta, e mi accompagna allo stasso posto, ma in modo sempre diverso.

Quello che ama accostare gli opposti e gustarli entrambi.

Quello che penserà ancora al viaggio intorno al mondo di questa estate, alle piccole rivoluzioni che mi cercherò per il mondo, alla pallottola che mi beccherò pensando di non aver paura, ma già sapendo che in quel momento tremerò e forse chiederò pietà. Ma se, in quel momento, mi verrà in mente Luca e Leo, allora so che con le lacrime agli occhi mi alzerò e diro "e allora spara, infame". E questo mi basta.

Quel piccolo uomo che cercherà una canzone per radio, sapendo che l'attendeva. Che vivrò quell'emozione come quando si è in un lungo bacio, o si fa un massaggio arrivando al giusto movimento, velocità e pressione, o si gioisce per un gol o un colpo ben assestato in combattimento, o si scrive o si parla ad un esame, o ad una importante riunione. Con tutte quelle immagini che mi si affolleranno nella mente, splendenti e cariche di emozione. Uniche e senza possibilità di metterci mano, come in questo scritto.

La mia vita è così, tante emozioni, tante speranze, un rialzarsi continuo da cadute spesso provocate da me. Perchè la vita di uno che scrive è così, complicarsi le cose, perchè la vita, complicata lo è. basta scoprirla sta cavolo di complicazione... e allora, il sole di oggi rimane dentro, i tremori e i momenti, anche se ci vorresti tornare sopra per viverle meglio, sono lì già perfette nel loro essere andate con te sopra.

Che vi devo dire amici che non conosco ? domani sarò quì e leggendo questo scritto sembrerò vecchio di ieri, o nuovo di oggi, e con l'energia per domani. Pensando un attimo a chi non può e non sa, e incazzandosi con chi può troppo e sa troppo. convinto di essere "io sì buono e profondo", ma scoprendomi migliore solo quando capisco che sono come gli altri, e per questo saprò in cosa posso essere migliore.

Chissà che cazzo ho scrito fino adesso, chissà se ho detto ciò che volevo: gioia, energia, passione, tristezza ( ma sì perchè dire sempre malinconia, per distinguerla in maniera snob), voglia, anzi pazza consapevolezza che i sogni possono essere veri, e queso "possono" mi basta, e mi salva dalla sconfitta, anzi no dall'umiliazione per la sconfitta. Perchè basta perdere a testa alta e saper vincere a testa bassa.

Sono quì ora, contento che le dita hanno corso veloci, senza fermarsi. Anzi contento e basta, perchè mi piace vivere, anzi no perchè questi 20 minuti sono vivere come piace a me.

Vabbè adesso vado a letto...domani mi devo alzare presto.

                                                                                               

LucaLeo

 

 

Fotografia 4


mercoledì, 14 marzo 2007

Questo scritto è dedicato all'arte che alla fine sempre lascia qualcosa, e a tutti quelli che vedono le cose con la loro testa, e si incazzano se vedono qualcosa che non va, anche lontana o insignificante....

"Amici"

Ho visto l'ultima puntata di Amici, domenica. Non l'ho seguito praticamente mai; non amo i relity, anche se sto rivalutando il grande fratello, e mi sono accorto che ero diventato troppo snob. Amici comunque mi interessava perchè comunque si vede arte (cosa che in TV è rarissima) ed è una competizione.

La finale era tra 5 ragazzi. Max un cantante con una voce calda e potente, sfida il super-favorito (come lui si definiva) e primeggiatore durante tutto l'anno: federico, un cantante più che altro con la vocazione per il Musical, visto il suo atteggiarsi e il bell'aspetto. Fede però è emozionato e tutti si preoccupano di farlo sapere, Maria in testa. La differenza della voce è ammessa anche da federico; ma i giudizi dei professori e dei giornalisti avevano qualcosa di sinistro, il ballo su cui si sono sfidati era proprio una specie di musical, e quando sento che Platinette, SI RIFIUTA DI COMMENTARE la prestazione del povero Max, mi infurio e vado dal mio amico Sandro, che sapevo essere piantato davavnti alla TV a vedere lo show.

Stanno costuendo un bluff, penso. Sandro nega e mi dice che sono esagerato. Ma adesso Federico il vincitore sfida il suo pupillo Cristo, un bello bravo e affascinante spagnolo, ballerino e mezzo nomade, secondo lui un vero artista. Si sente toccato e il suo sguardo si fa preoccupato. Ci guardiamo ormai complici, quando un giornalista, dinnanzi alla prestazione superba di Cristo, nel suo Cavallo di Battaglia, il Flamenco, danzato con un lunghissimo impermeabile nero di pelle, dichiara praticamente che era un trucco per nascondere il movimento del suo corpo...il povero spagnolo …spaesato …non riesce a dirgli che forse è più difficile così, rispetto che a torso nudo... fanno solo una sfida incrociata, l'uno nella specialità dell'altro, e Cristo canta anche in Italiano, rinunciando allo spagnolo e se la cava anche bene, mentre Federico arranca e gli sparisce la voce dal microfono e nel ballo ha sempre e solo il suo ammiccante sguardo...

Vince e federico decide di sfidare la favorita Karima, toscana di origine marocchina, con una voce nera e piena di talento, che squarcia letteralmente la platea e la scena…tranne che per la professora favorita di Federico che si commuove e fedrerico pure e maria a mettere il carico. anche nel ballo karima è sorprendente, è formosa ma leggeraa e i mi eccito pure con le sue grosse mammelle nere J …lo stesso federico ha dipinto in faccia la sconfitta, e il vantaggio che il pubblico da casa le da è schiacciante, nonostante lui canti anche in italiano e lei si soffermi troppo su pezzi “neri”… alla fine della terza prova, Platinette nel comentare la prestazione di Karima, dice che non bisogna entusiasmarsi troppo, perché è normale che ci sia tanto entusiasmo: ha appena iniziato a cantare, è la novità ! Sono incredulo.

Subito dopo l’uomo che si occupa delle scalette delle prove, dice che si è deciso di aggiungere un’altra prova, con la generica spiegazione che così il pubblico può decidere meglio. Inizia a calare un po’ di scetticismo nell’aria, e la sfida con confronti praticamente solo tra i Cavalli di Battaglia, prove dove ognuno canta pezzi particolarmente congeniali all’interprete. I contendenti vanno in pareggio e alla fine vince Federico. Karima è in lacrime, e quando prova a protestare, viene anche attaccata duramente…la scelta era degli autori per distribuire i pezzi da far ascoltare al pubblico da casa (infatti il sito di amici commenta che l’alto share è stato merito degli autori, in particolare “alle machiavelliche dinamiche di volta in volta orchestrate”… Maria la difende. Ma lei ormai è distrutta.

Il resto della gara si svolge all’ombra dell’eliminazione di Karima, la trasmissione ormai mi appare sfuggita di mano. E ci diciamo con Sandro che Maria de Filippi avrà un calo l’anno prossimo, tranne che per il lancio nei musical di federico…L’ultima sfida vede in campo la ballerina Agata che è stata sempre tacciata di non avere talento (in particolare da una insegnante di danza della stirpe Cementano, che le ha detto che ha il piede di porco), che è cosciente del suo essere fuori posto.

                Federico vince Amici in un clima irreale di pace forzata. Il commento della ballerina senza talento con il piede da maialino: “anche le cause perse, sognano”

                E io ancora mi commuovo, cazzo mi sono davvero rimbecillito allora che piango davanti ad Amici, io.

                Luca

 

P.S. vedetevi la versione di karima di “Georgia on my mind” anche perché la canzone è stupenda… ve la posto dopoediaset.it/amici/

 


postato da: Leo10 alle ore 18:28 | link | commenti (11)
categorie: musica, cuore, sogni, amici, ascoltare, televisione, divertimento, reality, corpo, maria, ballare, tv
venerdì, 09 marzo 2007

Volevo condividere con voi un messaggio inviato nel blog di Kilye, non per qualche motivo, ma perchè volutamente non ho fatto auguri per l'8 marzo, ma non riesco a non farvi un pensierino.... lei scriveva su Venere (vi consiglio di leggerlo).

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Dolce Venere, non lasciare che il pulsante sentimento scorra in me lasciandomi in attesa e un pochino triste. So che tu hai l'essenza della donna, che scendi come un bacio nei segreti della mia bocca. Ma ti prego ascolta l'intrepido e focoso Marte, non fermarti al vento dei pensieri, ma lascia che possa sentire il calore della passione che scorre, che chiude gli occhi ma non ha pace se non in selvaggi eppur teneri sussulti e abbandoni.

Venere non posso starti lontana ma concedimi anche di giacere accanto a Marte, di sentire la brace dopo il tuo dolce soffio...anch'esso mi desidera e mi completa: sarei troppo debole abbandonata solo alla tua dolce grazia. Lascia che egli abbracci la mia debolezza, e che trasformi il peccato in innocente delirio.

Concedimi di vedervi uniti, e di poter finalmente assaporare la passione e il sentimento, poichè la natura così decise di generare l'amore.

Buonanotte, un abbraccio per l'ispirazione.

Leo

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BEIJO0_2[1]


martedì, 06 marzo 2007

Divertirsi

Tra i miei interessi il primo è divertirmi, anche se da un pò il tempo per farlo (e i soldi) non sono più quelli di prima... ma ho anche imparato che basta poco, fondamentamentalmente lo spirito giusto. Vediamo cosa mi piace. Decisamente sono un tipo un pò fuori di testa e mi piace il casino. Però solo a patto che ci rispetti la gente.

I locali e le feste mi mettono addosso tanta energia. Anche stare seduto (magari a bancone) e chiacchierare e ridere e basta, dirsi cazzate, ma ogni tanto tirare fuori cose "serie", anche se cazzeggiare è di per se serio... La cosa che mi piace di più è ballare, e decisamente penso che sia un'attività che va insegnata nelle scuole come la matematica o la musica. Non vi propino la palla del corpo e dell'anima nella musica....tutti sapete di che parlo. Mi piace sudare, che mi fanno male le gambe e il resto, tirare fuori l'energia andare a casa stanco....

Mi piace sorseggiare qualcosa, ma tranne rare eccezioni non mi piace eccedere, altrimenti non mi godo più la cosa bene. Quando ero più giovane (...) ero convinto che la natura fornisce sostanze NATURALI per connettersi alle divinità....a buon intenditor...ma poi ho imparato che anche quella erano una distorsione della realtà, e che come tale vanno prese molto alla leggera, e evitate il più possibile, ma secondo me è un buon modo di peccare. Non mi piacciono le droghe pesanti, penso anzi che distrauggano la vita.

Il mio divertimento più grande per me è viaggiare ma di questo parlerò a parte.

Andare in giro mi basta normalmente, anche se i miei trant'anni mi hanno reso più tranquillo. Esplorare posti, situazioni, trovare cose, persone. Mi piace anche andare a comprare le cose, girare per negozi e mercatini, conoscere i venditori e cose così. Ma mi trattengo perchè non voglio che sia il comprare le cose a soddisfarmi... ma anche perchè fortunatamente spesso non ho i soldi per saziarmi. Mi piacciono le cose di marca, ma ho imparato ad apprezzare le cose che semplicemente mi colpiscono. Trovare e prendere una cosa che cerchi, o incontrare una cosa per caso, è trovare un pezzo di te sparso nel mondo....e portartelo a casa. Secondo me le cose hanno una specie di anima, e anche i luoghi che percorri.

Vabbè per adesso basta.... come mi diverto stasera ? Vado a casa di un amico e ci raccontiame le storie. Si raccontare le storie è un bellissimo modo per divertirsi.

Ciaooo !!!