Sogno o realtà

Cosa distingue l'uno dall'altro ? Quando il sogno diventa reale e la realtà si trasforma in un sogno lontano ?

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Utente: Leo10
Nome: Luca
Mi piace conoscere persone e luoghi, scoprire cosa mi circonda, cosa ho dentro e cosa c'è negli altri.Ma soprattutto mi piace divertirmi e ogni tanto fermarmi a pensare. Ho molti, forse troppi interessi, ma il mondo è così bello che non posso farne a meno...

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martedì, 08 luglio 2008

Capitolo VI – Fare L’Amore

Capitolo VI – Fare L’Amore ( di Leo10 e PrincipeRomano )

( Avverto del contenuto Erotico, bambini andate a giocare coi DragonBalls, bambine andate a fare le trecce alle bambole, e se vi fermate a leggere, poi non giocate a fare il dottore e l'ammalata ).

 

Voglio concludere questa trilogia di racconti lunghi, parlandovi della penetrazione. Infatti solo ieri, mi sono accorto, per caso di aver iniziato parlando della masturbazione, atto anche quasi infantile, ma innocente, e raccontando poi del rapporto orale, un desiderio di baci più profondi, di amare il corpo e il seme dell’altro. In effetti così è stato anche il mio viaggio nel sesso, che è sfociato nell’atto vero e proprio solo intorno ai 20 anni.

 

Ciò era dovuto solo ed esclusivamente al mio desiderio di far l’amore davvero la prima volta, solo con una donna che avrei amato. Dimostrazione non per vantarmi, ma la difesa del mio lignaggio acquisito è d’obbligo, che oltre a non aver mai avuto rapporti sessuali con uomini o le transessuali (a questo a periodi ho pensato…), la mia esplorazione del sesso è stata sempre in anticipo rispetto a molti miei coetanei, fin dalle scuole elementari.

 

Non racconterò della mia prima volta, ciò costituisce argomento privato, che almeno non va esibito.

 

Vi dirò di come, fare l’amore con una donna completamente, con il pene che affonda nella vagina, accarezzandola e attraversandola, è stato per me a lungo una fantasia. Quindi credo che una buona parte della comprensione del mondo, sia passata per il soddisfacimento di questo istinto e desiderio ;-)

 

La sensazione di assoluta perfezione della donna, che immediatamente coinvolge di nuovo, come nei momenti che avevano portato a tale compimento, gli occhi, la bocca, il collo, il petto, il seno, il ventre, la figa, le gambe. La figa. Un bagno immenso nella carne, uno scorrere insieme al sangue, una lotta coi tessuti profondi, un’immergerci nei liquidi più sublimi.

 

E il movimento del corpo della donna, o Signore. Signore tu cosa forgiasti prima ? L’ondulare delle fronde al vento o il suo bacino ansioso. Pensasti prima a disegnare i percorsi del vento, o lo spandersi e il raccogliersi dei suoi capelli. Le montagne o il suo riposare, il vulcano o il suo gridare e graffiarmi e colpirmi durante il suo orgasmo.

 

Donna eppoi, è come dici tu, l’amore e il sesso, sono la proiezione più nitida e corposa delle nostre sensazioni, e dei nostri desideri. Anzi no, delle sensazioni no. Perché tu godi davvero quando puoi anche solo baciarci, o pensare a noi, o accudirci, o soffrire per noi, o impazzire di gioia con noi – e guarda che solo e soltanto tu ci dai la vera gioia - quando puoi immaginare un futuro con noi, anche pochi attimi di intesa.

 

I desideri invece, continuamente soddisfatti e inseguiti, così misteriosi e romantici, li crei con il tuo corpo la tua voce e le tue mani, quando mi possiedi e ti fai possedere, o quando semplicemente ci teniamo testa.

 

E tu Signore, proprio tu si dico a te,  e anche a te donna, voglio, cortesemente, la tua attenzione. Perdona, ti prego perdona, se “qualche volta” eccediamo e accediamo ai meandri più oscuri dell’attrazione e del sesso. Pensa che io voglia stringere le sue mani, le tue mani, per averla per me un attimo più intensamente. Pensa che quando la afferro, e la tiro a me e la getto sul letto o addosso ad un muro, o a pecorina da qualche parte…. Signore perdona anche questa parola, devi ammettere Signore abbastanza eccitante per noi umani…. E tu donna quando la pronunci io ridivento un animale e anche tu.... ma pensa che la mia prima e unica preoccupazione è non farti male. E se, quando la possiedo dopo molto tempo, avendo ormai gonfiato con il mio pene ogni angolo angusto della tua vagina, oh donna, io voglia arrivare fino in fondo al massimo, a patto che a te piaccia, e …farle dire appena appena Signore.. “ahi”. “Ahi” mio dolce tesoro, fammi un segno, lasciati leggere nelle pieghe del viso, negli sguardi fuggenti, nelle mani sincere, se e quanto questo

 

Ti piace. Io sarò attento a rimanere in quel confine con arte, la mia modesta arte che sempre sarà ispirata da te ed insegnata a te, mia padrona e serva, del sesso e dell’Amore, mia donna e amante, mio desiderio unico.

 

E prendete anche giocosamente, l’utilizzo delle mie mani e della mia bocca, anche in maniera non prevista dal regolamento… o persino di qualche oggettino che mi dovesse (rare volte) capitare per le mani, del resto l’abilità nel padroneggiare gli strumenti Signore la concedesti come nostra prerogativa. Ritieni un insozzarsi infantile, pulito, il prendere il culo, sfondar… ops, penetrarlo, anche con forza, ma con ardore, mai violenza, o se mentre ti possiedo infilo le mie dita anche lì. E non ti scandalizzare nemmeno se uso la mia lingua, per avvolgere tutto il corpo, anche in luoghi che nemmeno tu tocchi e penetri. Fa parte della mia fantasia, come il metterti in strane posizioni, da dove entrarti dentro, da dove tentare di riempirti. E mi piace anche insinuare il mio cazzo (ops…) tra il tuo seno, tra le tue natiche, sul tuo viso e lasciare che tu ti muova con esso, sopra o sotto di esso. Per poi riprendere ancora a possedenti, vederti sudare e baciarti dovunque, e immergermi in tutti i tuoi umori, in tutti i tuoi sapori… tu donna hai i succhi più eccitanti e saporiti del mondo.

 

Prendi come amore per il bello, se mi piace guardare e scovare la mia donna, se mi piace vedere e sentire che si veste, o adoro vederla e sentirla spogliarsi. E spogliarmi. Se gioco con le stoffe e i gioielli, con i veli e gli scialli, se voglio scoprire che forma ha la materia più semplice o più ricca, sul suo corpo e il suo volto. E spalmarle sopra olii e unguenti e creme, a anche l’acqua, signore l’acqua sul corpo di una donna… per amare come le sostanze mi mescolano alla sua pelle. Se mi eccita guardarla mentre si muove, mentre mi cucina, mentre lavora, mentre si sforza, partecipare con lei alle fatiche, prendendo con me i pesi, e lasciando a lei mostrarmi la sua leggiadria, le sue curve tese e morbide allo stesso tempo. Osservare e studiare, come i profili delle cose del mondo, diventano immediatamente più interessanti, con una donna davanti. Ma toccare ogni tanto, per vedere se è davvero vero ciò che vedo. Vederla e sentirla ballare.

 

E vi prego non mi biasimate, se a volte, mi piace trovarmi in situazioni o ambientazioni o situazioni un po’ particolari diciamo pure strane, insolite. O se pronuncio qualche oscenità, lo penso ma soprattutto lo dico, mi piace essere sincero fino in fondo, far uscire i miei pensieri... mi piace sentire anche come suona. Mi piace fica, sorca, fregna (La Fregna !) tette, tettine, tettone, culo, culetto, culone, zinne, zinnone, chiappe, chiappotte, chiappone, mandolino, violino, chitara, chitarone, bocce, boccioni, cosce, coscioni, gambe, carne, ciccia, pelle, cazzo... ti sbatto ti rompo, mi ti faccio, me te scopo, mo te trombo, mamma mia che te farei, mamma mia che te faccio mò, vieni quà... se t'acchiappo, se te pijo, t'ho preso, dove volevi andare, mo riprovaci, ti faccio godere, anzi voglio farti godere, bona, figona, gnoccolona, e tutti gli altri epiteti che le darei o come la chiamerei, ma questo è solo cosa tra noi...

 

Sopportate, se non faccio altro che baciarti, stringere le tue carni e affondare le mie dita e le mie labbra, quando mi sgusci furtiva o quando mi cavalchi selvaggia, quando ti monto infuriato o quando mi salti sopra o ti sbatto a me scatenata, o quando mi sei davanti inarcata e sensuale. E anche quando ti parlo, dopo, perdona i miei baci e le mie mani; se poi mi fermo a guardanti mentre giaci accanto a me, se scruto ogni centimetro del tuo corpo mio, se osservo ogni gioco dei peli, o ogni curva della tua sensualità, ogni piccola espressione del tuo volto, se mi rapisce ogni piccolo suono della voce, ogni angolo degli occhi e delle tue carezze.  Conosco la mia debolezza, per accarezzare, palpare, sentire, strofinare, impastare, sfiorare, le carni. Sentire la polpa, come ad un frutto… e mordere, si mordere come un Leone, ma poi baciare, succhiare ansiosi, annusare curiosi e alla ricerca dei più piccoli atomi, schiaffeggiare, stringere e sbattere come il mare o il vento stesso fanno…. Non sono forse parole che già nel creato sono comprese ? Non è poi tutto questo lo spettacolo della natura ?

 

E mi piace che mi tocchi, si che tu mi tocchi e ti tocchi, ti accarezzi il corpo te lo stringi, e che me lo mostri, e ti baci e mi baci, mi lecchi e mi fai. Che mi spingi la testa quando ti bacio, che mi stringi il culo, e mi accarezzi il petto, mi graffi le spalle e mi tornenti la schiena. E anche se senza volere mi avrai fatto dei piccoli segni, perchè questo ti è uscito dal corpo e dell'anima, imparerò questa mappa per darti e darmi, sempre più piacere. Perchè la donna, Dio tu l'hai fatta con una energia e una forza incredibile, e chi sono io per arginarla ? Tu, Donna mi dai sempre di più, e non ti stanchi mai.

 

Signore grazie della tua creazione, spero di iniziare appena a comprenderne i misteri. Donna, io Ti Amo, mia Strega e mia Fatina, e amarti col corpo è solo un modo per scoprire i tuoi desideri, i tuoi sogni, la tua voce e il tuo sguardo davvero, per continuare ad esplorarti meglio, per dare una sfumatura più intensa al tuo romanticismo, un colore più tenue alla tua dolcezza, un tratto più deciso alla tua profondità. Per capire la tua mente ed esserti amico. Ricorda sempre che il nostro ritmo diverso è opera del Capo qui sopra, e che quando ti ferisco dentro è non solo per la tua fragilità, ma anche per mia debolezza.

 

PrincipeLeo

 


venerdì, 04 luglio 2008

Serata e PREMIOOOOO !!!

Regà... :-D m'ero quasi quasi dimenticato la cosa più importante (m'anno confuso le alette, i Doors, e una serata passata in un piccolo stand (con le mie lampade del post di tempo fa) in mezzo al prato... si si in mezzo a un prato c'era una festa alla partenza della Coppa Carotti (trofeo di corse automobilistiche, lungo la strada del Terminillo...

C'era poca gente, e tutta intorno all'invenzione portata  Rieti, cioè non so se avete presente quel mezzo a due ruote dove ci vai in piedi, e cammina e frena a seconda se sposti il corpo. Ho capito fate prima a vederlo... http://www.relloonline.it/

Vi metto la home page, a parte perchè conosco quello che presenta questa cosa (e comunque oggi è andato lungo a un certo punto, ma comunque è molto più sicuro di uno skateboard, pe ditte...) ma perchè scorrendo un pò a destra c'è la foto di un ragazzo scomparso, Daniele, che manca ormai da alcune settimane, ha 17 anni.

Vabè... dicevo della cosa più importante, che è:

Con grande affetto e gratitudine.... che ritiro

il premio "Brillante Weblog"

donatomi da tsjaaa http://wwwtsjaaa.splinder.com/

 Alla quale dico grazie ancora x aver pensato anche a me!! Non ti conosco da molto, ma da quando sono tornato, stò incontrando persone meravigliose con storie bellissime e blog luminosi, che ti fanno sognare come pochi... o post innocenti e semplici, che ti fanno recuperare il senso originario. Due aspetti complementari no ? :-)

Cosa significa Brillante Weblog?

 "Brillante Weblog" viene assegnato a siti e blog che risaltano per la loro brillantezza sia nei temi che nel design e il suo scopo è di promuovere tutti nella blogosfera mondiale.

 Regolamento:

1. Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog

2. Scegli un minimo di 7 blog (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link e avvisali che hanno ottenuto il Premio "Brillante Weblog"

3. (Facoltativo) Esibire la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog

 

 Ecco i nomi a cui donerò il premio, e ho pensato anche di motivare la scelta perchè sono molti più di sette:

Per le riflessioni date

memoriedistrega http://memoriedistrega.splinder.com/

Notedime http://notedime.splinder.com/

soffio69 http://tuseiilmioangelo.splinder.com/

archividelnord http://archividelnord.splinder.com/

chaton http://editchaton.splinder.com/

blowersdaughter http://www.splinder.com/profile/blowersdaughter

Perchè divertenti

Carmela P. http://carmelap.splinder.com/

bashionstyle http://bashionstyle.splinder.com/

aldiavolovale http://valentinaconglistivali.splinder.com/

stevemcqueen http://cineipsedixit.splinder.com/

HanaNoKeiji http://hananokeiji.splinder.com/

Per la poesia

dieBouleversant http://www.splinder.com/profile/dieBouleversant

MissCellophane http://aperfectdayelise.splinder.com/

Angelvenus1 http://angelvenus.splinder.com/

Per la bellezza delle foto e dei testi

 willa http://willafoto.splinder.com/

Evalunah http://scentofwoman.splinder.com/

passaggi segreti http://passaggisegreti.splinder.com/

saganne http://miobolero.splinder.com/

ilavi http://stanzadidora.splinder.com/

Ethelweis http://ethelweis.splinder.com/

Evelyndreams http://sequoiaadventurespace.splinder.com/


venerdì, 30 novembre 2007

Benigni e il Canto V

Ieri sera c’è stata la bellissima trasmissione di Roberto Benigni. E’ stata un’altra pagina di arte moderna, e di televisione, indimenticabile. La sua satira politica, rivendicatamente di parte, discendenza da nobili tradizioni civiche di divisione tra Guelfi e Ghibellini, prepara il campo e sgombera la mente dall’attualità, che nella sua assurdità, diventa solo una comica.

 

                Poi parla di Italia, di arte Italiana, di genio Italiano, anche con un proverbiale rimprovero alla dimenticanza di noi stessi, di un popolo che nell’olimpo della “creazione umana”, dimentica ciò che di più nobile ha creato sulla terra.

 

                E allora arriva al centro della trasmissione, l’arte come si presenta, e gli ideali che la muovono: la bellezza, l’amore, Dio, la vita. Dio visto non tanto come fenomeno puramente religioso, ma sociale, culturale, di progersso umano: il Cristianesimo, il Classicismo, il Sapere.

 

                Infine ecco i Sentimenti e le Emozioni. L’amore, diventa con lui la cosa più semplice con la quale si convive, si soffre, si ha gioia. La storia della narrazione dei sentimenti, la riflessione sulla grandezza degli uomini, attraverso la Filosofia, l’Arte, la Storia.

 

                Le esperienze migliori che un essere umano può compiere, come amare una persona, credere in lei. Abbandonarsi e impazzire per lei. Tornare savi ma dopo un viaggio nell’aldiqua delle emozioni. Uno slancio verso la profondità dell’animo e della vita concreta.

 

                Poi inizia la spiegazione del Canto V. Io chiamo la mia ex, e le dico di ascoltare. Più di un anno fà glielo lessi; è felice ricorda e le è rimasta l'emozione... L’ho portata in un paesino, su una scala antica, in un angoletto, con piante arrampicate sui muri e nei vasi... e una volta messa sulle mie ginocchia le ho letto, guardandola in viso, questo capolavoro, da una vecchia edizione di mia nonna della Divina Commedia, un grande vecchio libro con le illustrazioni di Dorè.

 

                A scuola il mio prof di Italiano, l’indimenticato Valentini, un giorno entrò in classe e ci disse che avremmo dovuto imparare a memoria una buona metà del V Canto dell’Infermo. I mugugni furono spenti dall’ordine che ribadì, e dalla certezza che un giorno lo avremmo ringraziato. Così è stato. Ancora oggi ho i versi stampati in mente e tuttavia al solo pensiero di certi passaggi, la mia pelle si riempie ancora di brividi, il fiato ancora si trattiene nel corpo provato, la mente viaggia e si eleva alla dimesione grandiosa che gli appartiene, e che continua ad inseguire e a volte a mancare.

 

                Posso io ora andare ai confini dell’umana passione e alle soglie del pensiero, fonderli in un unico atto d’amore. Posso sentire la bellezza di essere al mondo e di provare ancora una volta tali sensazioni anche se so possono esser fatali.

 

                Il mio blog si aprì con la canzone del film Romeo e Giulietta di Zeffirelli, in quel mistero conosciuto da noi che è l’unione nell’amore, nel sogno che si realizza e si può infrangere o sublimare nell’unione eterna.

 

                Ma quello che davvero vorrei dire è che di fronte all’arte, a questa arte, come ai massimi capolavori, l’uomo si ritrova cambiato per sempre, con uno spazio interno ampliato, e uno spazio verso l’infinito, tutto ad un atratto quasi annullato.

 

                Ho scritto di getto, non sono riuscito a dire cosa ho provato, non mi interessa averlo fatto. Quello che volevo è vivere scrivendo, questa emozione che ancora provo, il desiderio non di aver scritto tutto, ma una parte, sapendo e sperando che posso ancora farlo, e ancora e ancora. Proprio come quando si fa l’amore... sì questo mio scrivere ora è come far l’amore con le mie emozioni, e con voi che leggete.

 

                Vi amo, si vi amo, e spero che questo amore vi tocchi, e che lo rimandiate agli altri. E che questa lacrima che sembra voler spuntare solo per la gioia che sento, vi giunga direttamente al cuore.

 

Perché vedete, come dice il Poeta: “Amor, che a nullo amato, amar perdona”.

 

Un caro saluto dal Vostro Luca.

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domenica, 18 marzo 2007

“I Fiori del Male”, di Charles Baudelaire.

 

1. Benedizione.

Quando, per decreto delle potenze supreme,

il Poeta compare in questo mondo annoiato,

sua madre spaventata, traboccando bestemmie,

verso Dio stringe i pugni, che ha pietà del suo stato:

- “ Ah! avessi partorito un groviglio di vipere

piuttosto che nutrire questa derisione!

Maledetta la notte e il suo piacere effimero,

che concepì il mio ventre la mia espiazione!

Poichè tu m’hai scelta fra tutte le donne

ad essere il disgusto del mio triste marito

e poichè non posso, come un biglietto d’amore,

rigettare nel fuoco questo mostro rachitico,

farò rimbalzare il tuo odio che mi accascia

sul dannato strumento della tua malvagità

e tanto torcerò questa miseria di albero

che non aprirà mai i suoi bottoni impestati !”

 

 

E così ringhiottendo la schiuma del suo odio,

non comprendendo nulla degli eterni disegni,

lei stessa appresta in fondo alla Geenna i roghi

consacrati da sempre ai delitti materni.

Ma sotto la tutela invisibile d’un Angelo

il bimbo diseredato s’inebria di sole,

e in tutto ciò che beve e in tutto ciò che mangia

ritrova il nettare vermiglio e l’ambrosia.

Gioca con il vento, parla con la nuvola,

della via della croce s’esalta cantando;

piange a vederlo lieto come un libero uccello

lo Spirito che segue il suo pellegrinaggio.

Quelli che vuole amare guardano a lui con timore,

oppure fatti arditi dalla sua tranquillità,

gareggiano a chi sa tirargli fuori un lamento

e su di lui cimentano la propria crudeltà.

Nel pane e nel vino destinati alla sua bocca

mischiano sputi e cenere, e con ipocrisia

mostrano di gettare tutto quello che tocca

e s’incolpano d’essersi trovati sulla sua via.

 

La sua donna proclama sulle pubbliche piazze:

“ Poichè mi trova bella al punto che mi adora,

farò il mestiere degl’ idoli dell’antichità

e voglio farmi anch’io coprire tutta d’oro;

m’ubriacherò di nardo, di mirra, d’incenso,

di genuflessioni, di carni e di vini,

per sapere se posso, in un cuore in cui regno

usurpare ridendo gli omaggi divini !

E quando ne avrò abbastanza di queste farse empie,

poserò su di lui la mano fragile e forte,

e le mie unghie simili a quelle delle arpie

sapranno aprirsi una strada fino al suo cuore.

Come un uccello implume che palpita e trema

gli strapperò quel cuore rosso vivo dal petto,

e lo scaglierò in terra con gesto di spregio

per darlo in pasto al mio animale prediletto !”

Al Cielo, dove i suoi occhi vedono un trono splendido,

il Poeta sereno leva le braccia religiose,

e i vasti lampi del suo spirito lucido

gli celano la vista delle folle furiose:

 

 

“ Sii benedetto, o Dio che dài la sofferenza

come divino farmaco alle nostre impurità,

come la più efficace e la più pura essenza

per preparare i forti alle sante voluttà !

Sò che sempre riservi uno spazio al Poeta

nelle file felici delle sante Legioni,

a che Tu lo inviti alla festa eterna

delle Virtù, dei Troni, e delle Dominazioni.

So che il dolore resta l’unica nobiltà

a cui non morderanno la terra nè gl’inferni,

e che per intrecciare la mia corona mistica

pagano il loro scotto le ere e gli universi.

Ma i gioielli perduti dell’antica Palmira,

i metalli ignoranti , le perle del mare

dalla tua stessa mano montati, non arrivano

a comporre un diadema così fulgente e chiaro;

perchè sarà formato solo di luce pura

attinta al focolare dei raggi primordiali,

di cui gli occhi mortali, nel loro pieno splendore

non sono che gli specchi lacrimosi ed oscuri !”.


postato da: Leo10 alle ore 23:39 | link | commenti (39)
categorie: poesia, sogni, arte, baudelaire, spirito, anima, poeta, divinità
domenica, 11 marzo 2007

Un Pensiero sull'Acqua...

ACQUA - Estate 2004

 

(Non credo che il pensiero sia una cosa immateriale; semmai non lo vediamo, e comunque ne vediamo gli effetti ... quindi è uno strano immateriale comunque.

 

La poesia partecipa con noi, al limite si fonde, ma non rimane intatta. Probabilmente se ne discutiamo con l'autore, nemmeno in lui mantiene la propria verginità.

 

Il pensiero, l’arte mi sembrano avvicinarsi all’acqua ...)

 

....

 

....  ma  mi piace anche dire ora, che più di una volta ho pensato a questo elemento, e quanto la sua neutralità e quasi assolutezza, sia sorprendente.

 

Insomma lei si unisce con tutto, e quando non può, cerca i confini con naturalezza e forza.

E' sicuramente dolce, nel suo adagiarsi, e nel suo rimanere, ma solo se ce ne sono le condizioni, altrimeni è intensa e incontrollabile...

E' in grado di riflettere, se ha qualcosa alle spalle ... potrebbe riflettere l'intero cielo ! Come la  storia di un'intera vita negli occhi. E'  come uno specchio, ma irregolare: come se fosse in un sogno. Conserva sempre l'anima delle cose, ma solo nello stato di quiete ne riflette la forma.

Tende naturalmente, unica come il fuoco, alla perfezione: lei cerca la sfera, nella goccia che cade, nella goccia che si è posata.

 

Rigenera come una benedizione, è la vita stessa, ma solo perchè riesce a cambiare se stessa, non scomparendo mai.

 

Ora mi viene in mente la musica, e la poesia. Se non sbaglio un tempo erano unite. Credo molto nella musica e nella sua unione alla poesia., è come il volo e l'aria. O una cosa del genere.

 

Luca

 

acqua


postato da: Leo10 alle ore 14:39 | link | commenti (11)
categorie: natura, poesia, arte, fuoco, acqua, verginità, goccia