Sogno o realtà

Cosa distingue l'uno dall'altro ? Quando il sogno diventa reale e la realtà si trasforma in un sogno lontano ?

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Utente: Leo10
Nome: Luca
Mi piace conoscere persone e luoghi, scoprire cosa mi circonda, cosa ho dentro e cosa c'è negli altri.Ma soprattutto mi piace divertirmi e ogni tanto fermarmi a pensare. Ho molti, forse troppi interessi, ma il mondo è così bello che non posso farne a meno...

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lunedì, 12 gennaio 2009

Canzone Gitana

Mie care amiche, miei cari amici,

                        Buon Anno a tutti dal più profondo del cuore. Spero che il vostro Natale sia stato sereno, con spiritualità e da ricordare, con la vostra famiglia e i vostri amici per tutte le Feste.... fino al Capodanno.

Per farmi perdonare dell'assenza, ma vedo che anche l'anno scorso fu così, che comunque non mi ha fatto esimere da tenervi con me, vi dedico questa canzone. La ascoltai per la prima volta quando ero militare, nel 1995. Era incisa su una cassetta che mi aveva regalato tale Cavaggioni,Tarocchi - La Luna un ragazzo da paura, un vero duro ma una persona gentile e fica, che poi è rimasta alla donna a cui pensavo quando la ascoltavo. Non sapevo (come spesso accade e per questo metto le traduzioni) il significato delle parole. Capivo "Hijo de la Luna", e pensavo di essere io. Mi sentivo un ragazzo pieno di gioia, ma con un grande notturno dentro di me, che in quel periodo si ampliò a dismisura... ma comunque era il romanticismo che mi sembrava di vivere e di cui ero fiero, che riscattava ai miei occhi questo ragazzo che diventava anche pazzo...

Ma quella "Hembra Gitana", quella Donna Gitana, mi incuriosiva, mi faceva sognare di una creatura capace di amare più di se stessa, che mi donava notti e giorni di complicità, che soffriva e soprattutto gioiva per me e con me (soprattutto...) ...

Poi, dopo 14 anni, quando ormai pensavo da lungo tempo, che quella canzone fosse un magico dono inciso su una cassetta, magari passata di stecca in stecca negli anni, ritrovata in un armadietto abbandonato, e la cui incisione era ormai avvolta dal più profondo mistero, in televisione (Rai Uno tipo la trasmissione dei pacchi) la risento.

Non so dirvi la mia enorme sorpresa, la mia gioia infantile e delusione infantile (la mia magia era solo un incatesimo, che poi un incantesimo durato 14 anni buttalo via cazzo) nel risentirla e cogliere qualche parola in più...

Dopo alcuni giorni l'ho trovata, e ne ho tradotto il testo. Il mistero continua, la canzone non lascia subito capire cosa si intenda. Forse il significato rimane scolpito al primo ascolto, forse no. O forse si torna al primo significato, ma trasformati dal viaggio.

:-) un grande abbraccio.

(il mistero continua... non mi si sente il file. ho pure scaricato il mio credito di file inseriti mensilmente te li segna i tentativi... cacchio !)

Ricorro al vecchio YouTube, vediamo che esce fuori... questo è quello che mi piace di più... hehe (ne ho pure scoperto uno con Liv Tayler e Viggo Mortenser.... ;-) addirittura...

http://www.youtube.com/watch?v=MpItXkwKrcw 

(24 gennaio, sentite questa versione.... )

http://it.youtube.com/watch?v=JRenWLlRHx4 

Hijo De La Luna - Mecano

 

Tonto el que no entienda.

Cuenta una leyenda
Que una hembra gitana
Conjuró a la luna
Hasta el amanecer.
Llorando pedía
Al llegar el día
Desposar un calé.

"Tendrás a tu hombre,
Piel morena,"
Desde el cielo
Habló la luna llena.
"Pero a cambio quiero
El hijo primero
Que le engendres a él.
Que quien su hijo inmola
Para no estar sola
Poco le iba a querer."


Luna quieres ser madre
Y no encuentras querer
Que te haga mujer.
Dime, luna de plata,
Qué pretendes hacer
Con un niño de piel.
A-ha-ha, a-ha-ha,
Hijo de la luna.


De padre canela
Nació un niño
Blanco como el lomo
De un armiño,
Con los ojos grises
En vez de aceituna --
Niño albino de luna.
"¡Maldita su estampa!
Este hijo es de un payo
Y yo no me lo callo."

Luna quieres ser madre
Y no encuentras querer
Que te haga mujer.
Dime, luna de plata,
Qué pretendes hacer
Con un niño de piel.
A-ha-ha, a-ha-ha,
Hijo de la luna.


Gitano al creerse deshonrado,
Se fue a su mujer,
Cuchillo en mano.
"¿De quien es el hijo?
Me has engañado fijo."
Y de muerte la hirió.
Luego se hizo al monte
Con el niño en brazos
Y allí le abandono.

 

Luna quieres ser madre
Y no encuentras querer
Que te haga mujer.
Dime, luna de plata,
Qué pretendes hacer
Con un niño de piel.
A-ha-ha, a-ha-ha,
Hijo de la luna.


Y en las noches
Que haya luna llena
Será porque el niño
Esté de buenas.
Y si el niño llora
Menguará la luna
Para hacerle una cuna.
Y si el niño llora
Menguará la luna
Para hacerle una cuna.

 

Pazzo chi non capisce.

 

Narra una leggenda

Che una donna Gitana

Pregò la Luna

fino al mattino

Piangendo lei chiedeva

All’arrivare del giorno

Di sposare un uomo gitano.

 

“Avrai il tuo uomo

dalla pelle scura”

Dal cielo (paradiso)

parlò la Luna Piena

“Ma in cambio io voglio

Il primogenito

Che partorirai da lui.

Chiunque sacrifichi suo figlio

Per non essere sola

Lo amerebbe appena.

 

 

Luna vuoi essere madre

E tu non trovi un amante

Che può renderti moglie

Dimmi Luna d’argento

Che cosa pensi di fare

Con un bambino

A-ha-ha, a-ha-ha

Figlio della Luna

 

Da un padre cannella

nacque un bambino

Bianco come il dorso

Di un ermellino

Con gli occhi grigio

Invece che d’oliva

Un ragazzo albino della Luna

“Maledetta la sua matrice !

Questo figlio non è di un gitano

E io non voglio tacere”.

 

Luna vuoi essere madre

E tu non trovi un amante

Che può renderti moglie

Dimmi Luna d’argento

Che cosa pensi di fare

Con un bambino

A-ha-ha, a-ha-ha

Figlio della Luna

 

L’uomo gitano si credette disonorato

Andò dalla sua donna

coltello in mano

“Di chi è questo figlio?

Mi hai ingannato sempre”.

E fino alla morte la colpì

Poi andò alla montagna

Con il bambino nelle sue braccia

E lo abbandonò lì.

 

Luna vuoi essere madre

E tu non trovi un amante

Che può renderti moglie

Dimmi Luna d’argento

Che cosa pensi di fare

Con un bambino

A-ha-ha, a-ha-ha

Figlio della Luna

 

E nelle notti

Che hanno la Luna Piena

Sarà perché il bambino

È di buon umore.

E se il bambino piange

La Luna calerà

Per fargli una culla

E se il bambino piange

La Luna calerà

Per fargli una culla

 

Luna_La Luna nel Deserto

  Foto Tratta dal sito lalunaneldeserto.it

Luna - Statua della Dea_La Luna nel PozzoFoto Tratta dal sito la-luna-nel-pozzo.com


martedì, 12 agosto 2008

I 33

I 33

Sarà un anno molto importante, si. Tutti gli anni sono importanti, e più passsa il tempo e più me ne accorgo. Ma ogni tanto bisogna fare due conti. Un riassunto e una confessione, pensare a ciò che si desidera ancora e a cosa potrebbe venire. Tranquilli non miro a risorgere, nemmeno a fondare una nuova religione, benchè il pensiero mi abbia sfiorato più volte.

Un mio parente ha scoperto di avere una malattia molto grave, e certo il suo futuro e questi giorni per lui hanno un peso diverso. Ce lo ripetiamo sempre di pensare a quanto è preziosa la vita e la salute, ma quanto dura questo slancio ? Al prima problema ci affligiamo ancora....Non potrà avere più figli, sempre che sopravviva, ma ne ha due e allora tutto diventa, assurdamente molto relativo.

E' relativa quella sensazione di aver perso tempo, di non essermi dedicato a tante cose che amo, fino a raggiungere traguardi. Ci sono persone che sembrano nate per queste, obiettivo dopo obiettivo, e altre che si perdono sempre, che lasciano sempre a metà, come se la cosa importante sia solo andare. Mi spiace di non essermi dedicato soprattutto abbastanza alle persone, e non dite che coraggio tirati su... è grave questo e basta.

Ma questa in fondo è la sola cosa che non va, e guadandomi intorno sono in ottima compagnia, davvero ottima. Non è mai troppo tardi mi ripeto, e in fondo è così per molte cose, per le altre bhè faranno parte della mia malinconia.

Comunque sono stati anni molto belli. Mi sono divertito tanto, a volte anche divertimenti balordi... di casini ne ho fatti... conosco molte persone, ho amici veri, anche se ormai ci si vede poco. Ho fatto molte cose, visto molti posti, viaggaiato assai, fatto buona esperienza sul lavoro, anche se devo ancora dimostrare che le mie idee e invenzioni valgono. Ho conosciuto l'amore vero, anche se tempo fa e non mi sono risparmiato per niente, ho gioito e sofferto da impazzire, quasi. Non ho mai smesso di scirvere, bene o male. Certo non c'è nessun libro, ma che vi dicevo delle cose a metà ?

La cosa più importante è che mi sento buono. L'altra sera dopo più di venti anni ho rincontrato un ragazzo del mio quartiere. Lui ha avuto un'infanzia molto difficile, gli altri lo tormentavano per via della sua inclinazione sessuale e del suo aspetto fisico. Io gli ho chiesto, dopo avergli ricordato questa cosa, se IO gli avessi mai fatto del male, gliel'ho chiesto quasi con rabbia, aspettando la sua sentanza come una cosa decisiva nella mia vita. Questo mi piace, che un emarginato (ex) adesso mi può dire se è valso la pena di vivere la mia vita.

Spargo continuamente sorrisi e consigli, a tutti. A chiunque incontri. Parlo con tutti. Mi sforzo di capire tutti. Sono critico su molte cose, ma cerco sempre di vedere la bellezza in tutto. le due cose mi spingono a cercare e mi placano un pò. A volte mi arrabbio e reagisco da matto, come oggi in un bar, dove gira una signora matta, di quelle dell'ex manicomio di Rieti, che sempre ha a che fare con i gatti. Le ho offerto un Brachetto e un tramezzino, e a due ragazzi che le facevano facce strane ho detto: "trattela bene o vi sbrocco". Chissà se lo farei davvero, a volte sono un leone, ma altre volte assomiglio più a un coniglio.

Ho imparato tante cose, davvero tante credo per la mia età, ma non ho una laurea, e non dite che è uguale, perchè non lo è. Sognavo di averne due a 33 anni. Non ho partecipato alle Olimpiadi, e io ancora credo che ne avevo il talento ( vi rendete conto di come sono messo ?!?) Festival degli Acrobati Pechinoma non sono riuscito nemmeno a prendere la cintura nera di Judo o di Ju-Jitsu, il calcio è solo un hobby (anche se faccio gol memorabili.....), corro e faccio ginnastica duramente, anche se poi avolte mi lascio andare e ingrasso e divento pigro.... Macchè, figuriamoci, non ho mai avuto disciplina, solo quando voglio io, e allora sono ferreo. Ma di sport ne ho fatto tanto e ancora ne faccio. L'Ayurveda mi ci dedicherò meglio, ma anche in India sono stato ! Alla meditazione, alla mia anima, bhè a volte do tanto, a volte nulla davvero. Vorei dedicarmi sempre di più all'ascoltare, e sempre di meno a dire la mia. Vorrei di più dedicarmi ai balli, oh si... i balli !!

Che altro, dei miei amici ho parlato, ne voglio altri ma so che è difficile curare quelli che ho. L'amore, si quanto vorrei l'amore. Il sesso e le relazioni, vabbè non è che sia mai stato Casanova, ma ne ho avute. Creco sempre però anche la trasgressione...

Ma la cosa che mi piace, e dai miei post e dal nome del mio blog traspare assai, è che io vivo ancora nel mondo dei sogni, ancora credo nelle cose più assurde. Ancora mi sento come a 16 anni. L'energia anche spesso è quella, bhè certo il tempo passa, ma credo che uno si stanca quando si sente stanco. mare_sognatore

Vivere nel mondo dei sogni è certo a volte una difesa, un fuggire, non lo nego. La vita è fatta di perseverare nel giorno normale, più che perdersi nel farò e vorrei fare. Ma credo che sia anche il modo, a parte per rimanere bambini, per continuare a maturare bene. Prendersi gioco della vita, ma soprattutto sentirsi puri.

Anche se la cosa che davvero mi fa sentire puro, diverso, in pace con me e con tutto, è quando dico che faccio le cose non sempre perchè mi conviene, ma perchè lo ritengo giusto. Mi piace l'onestà, perchè mi fa sentre vivo, mi fa vedere l'ostacolo grande, ma con la sensazione di avere le forze per superarlo davvero, senza imbrogliare; la strada per essere davvero grandi è questa, ed è la stessa strada che si deve percorrere per rendere questo mondo meravilgioso un pochino migliore. Gli ideali, i principi, libertà, lotta, pace, passione, pensiero. Cercare la verità, percorrere il mio viaggio.

Creare e cercare cose nascoste, questo amo davvero, imparare e cercare di insegnare, si questo mi piace.

Adesso basta, anche questo scritto deve essere lasciato a metà.

Un abbraccio, dal vostro Leo.

 Gatto di Roma


mercoledì, 16 luglio 2008

Canzone per le Donne

Urami-Bushi - Meiko Kaji

L'altra sera ho visitato un blog, dove in sottofondo ho ritrovato questa canzone.... che avevo sentito una volta, ma che mi sono subito ricordato. Era nel film Kill Bill. Una canzone meravigliosa, e pur non capendo nulla del testo in Giapponese, sia la musica che l'intonazione delle parole, mi piacevano così tanto che non l'ho più scordata. In realtà quando io la sento penso anche al film, a quello che la ragazza affronta, pur di raggiumgere il suo scopo, placare la sua rabbia, ricercare la giustizia e la pace. Ricordo sempre cos'è la crudeltà, e quanto noi tutti dobbiamo combatterla.

Ma l'altra sera, dopo averla riascoltata, pur essendo molto tardi e dovendo andare a letto (cercando di spezzare questa catena di nottate su splinder...) non ho saputo resistere, dovevo conoscere le parole e capire di cosa parlasse... e ho scoperto un mare di emozioni, che mi rimarranno sempre dentro.

Vi propongo quindi anche il testo, in Giapponese e Italiano. Vi consiglio di assaporare le parole in lingua originale. E' una canzone dolcissima, piena di passione. Una canzone, e un'artista Meiko Kaji, che conosce bene le donne, ne descrive il loro amore senza confine, la loro incredibile forza, la loro natura di dominare gli uomini, ma di soffrire incredibilmente per loro. Un richiamo all'orgoglio femminile, ma allo stesso tempo di devozione verso la vita. E una grande riflessione in silenzio per gli uomini. Perchè questa è una canzone per le donne, secondo me.

Che altro dire, ascoltatela. Ho trovato un video su YouTube dove c'è lei che canta, dal vivo. Io ancora non l'ho visto. Mi voglio preservare questo piacere, tanto è stato grande il piacere di ieri di scoprire questa canzone.... e voglio in questo modo fare un piccolo omaggio proprio alle donne, che della pazienza e della capacità di assaporare i momenti, hanno fatto un'arte.

Un abbraccio a tutti, e tutte in particolare... e buone emozioni.

Un grazie speciale a PourrieCandide... e a lei un grande abbraccio.

http://www.youtube.com/watch?v=XBmaDd7qlcU

Tra i documenti il anche il file della canzone.

 

Hana yo Kirei to, Odaterare,
Saite Mitanara, Sugu Chirasareru.
Baka-na, Baka-na,
Baka-na On'na no... Urami-bushi.

Sadame Kanashi to, Ariramete,
Naki-wo Misereba, Mata Nakasareru.
On'na, On'na,
On'na Namida no... Urami-bushi.

Nikui, Kuyashii, Yurusenai.
Kesu ni Kesenai, Wasure-rarenai.
Tsukinu, Tsukinu,
Tsukinu On'na no... Urami-bushi.

Yume yo Miren to, Warawarete,
Samete-misemasu, Mada Same-kirenu.
On'na, on'na,
On'na-gokoro no... Urami-bushi.

Makka-na Bara nya, Toge ga Aru.
Sashitaka-naiga Sasazu'nya-okanu.
Mo'eru, Mo'eru,
Mo'eru On'na-no... Urami-bushi.

Mo'eru, Mo'eru,
Mo'eru On'na-no... Urami-bushi.

Shinde Hanami ga, Sakuja Nashi,
Urami Hito-suji, Ikite-yuku.
On'na, On'na,
On'na Inochi no... Urami-bushi.

Tu sei bellissima, sei il fiore, lui ti elogia

Ma se tu fiorisci, lui ti prenderà sparsa.

Sciocco. Così sciocco.

Divento così sciocco cantando il mio blues di rancore.

 

Tu puoi accettare il tuo destino pietoso.

Ma quando tu piangi, lui ti farà piangere di più.

Donne, o donne,

Sono lacrime d donna che danno vita al mio blues di rancore.

 

Ti odio. Pieno di rimpianti, mai perdonati

Cerco di cancellare i miei ricordi, ma non posso dimenticarti.

Non finisce mai, mai

Non finisce mai, perché questo è il mio blues di rancore.

 

Dicono che è un sogno, braci di una pagina di allegato

Ridendo di te, Così decidi di alzarti, ma temi di essere pienamente sveglio

Donne, oh donne

L’anima delle donne scandisce il mio blues di rancore.

 

Le rose cremisi hanno le loro spine appuntite.

Non voglio ferirti, ma devo pungerti con la mia spina

Brucia, sta bruciando

Continua a bruciare nel mio blues di rancore.

Brucia, sta bruciando

Continua a bruciare nel mio blues di rancore.

 

Nessun fiore crescerebbe sul mio corpo morto

Così tirerò avanti, aggrappandomi al mio rancore

Donne, oh donne

La vita della mia donna appartiene al mio blues di rancore.

 


martedì, 08 luglio 2008

Capitolo VI – Fare L’Amore

Capitolo VI – Fare L’Amore ( di Leo10 e PrincipeRomano )

( Avverto del contenuto Erotico, bambini andate a giocare coi DragonBalls, bambine andate a fare le trecce alle bambole, e se vi fermate a leggere, poi non giocate a fare il dottore e l'ammalata ).

 

Voglio concludere questa trilogia di racconti lunghi, parlandovi della penetrazione. Infatti solo ieri, mi sono accorto, per caso di aver iniziato parlando della masturbazione, atto anche quasi infantile, ma innocente, e raccontando poi del rapporto orale, un desiderio di baci più profondi, di amare il corpo e il seme dell’altro. In effetti così è stato anche il mio viaggio nel sesso, che è sfociato nell’atto vero e proprio solo intorno ai 20 anni.

 

Ciò era dovuto solo ed esclusivamente al mio desiderio di far l’amore davvero la prima volta, solo con una donna che avrei amato. Dimostrazione non per vantarmi, ma la difesa del mio lignaggio acquisito è d’obbligo, che oltre a non aver mai avuto rapporti sessuali con uomini o le transessuali (a questo a periodi ho pensato…), la mia esplorazione del sesso è stata sempre in anticipo rispetto a molti miei coetanei, fin dalle scuole elementari.

 

Non racconterò della mia prima volta, ciò costituisce argomento privato, che almeno non va esibito.

 

Vi dirò di come, fare l’amore con una donna completamente, con il pene che affonda nella vagina, accarezzandola e attraversandola, è stato per me a lungo una fantasia. Quindi credo che una buona parte della comprensione del mondo, sia passata per il soddisfacimento di questo istinto e desiderio ;-)

 

La sensazione di assoluta perfezione della donna, che immediatamente coinvolge di nuovo, come nei momenti che avevano portato a tale compimento, gli occhi, la bocca, il collo, il petto, il seno, il ventre, la figa, le gambe. La figa. Un bagno immenso nella carne, uno scorrere insieme al sangue, una lotta coi tessuti profondi, un’immergerci nei liquidi più sublimi.

 

E il movimento del corpo della donna, o Signore. Signore tu cosa forgiasti prima ? L’ondulare delle fronde al vento o il suo bacino ansioso. Pensasti prima a disegnare i percorsi del vento, o lo spandersi e il raccogliersi dei suoi capelli. Le montagne o il suo riposare, il vulcano o il suo gridare e graffiarmi e colpirmi durante il suo orgasmo.

 

Donna eppoi, è come dici tu, l’amore e il sesso, sono la proiezione più nitida e corposa delle nostre sensazioni, e dei nostri desideri. Anzi no, delle sensazioni no. Perché tu godi davvero quando puoi anche solo baciarci, o pensare a noi, o accudirci, o soffrire per noi, o impazzire di gioia con noi – e guarda che solo e soltanto tu ci dai la vera gioia - quando puoi immaginare un futuro con noi, anche pochi attimi di intesa.

 

I desideri invece, continuamente soddisfatti e inseguiti, così misteriosi e romantici, li crei con il tuo corpo la tua voce e le tue mani, quando mi possiedi e ti fai possedere, o quando semplicemente ci teniamo testa.

 

E tu Signore, proprio tu si dico a te,  e anche a te donna, voglio, cortesemente, la tua attenzione. Perdona, ti prego perdona, se “qualche volta” eccediamo e accediamo ai meandri più oscuri dell’attrazione e del sesso. Pensa che io voglia stringere le sue mani, le tue mani, per averla per me un attimo più intensamente. Pensa che quando la afferro, e la tiro a me e la getto sul letto o addosso ad un muro, o a pecorina da qualche parte…. Signore perdona anche questa parola, devi ammettere Signore abbastanza eccitante per noi umani…. E tu donna quando la pronunci io ridivento un animale e anche tu.... ma pensa che la mia prima e unica preoccupazione è non farti male. E se, quando la possiedo dopo molto tempo, avendo ormai gonfiato con il mio pene ogni angolo angusto della tua vagina, oh donna, io voglia arrivare fino in fondo al massimo, a patto che a te piaccia, e …farle dire appena appena Signore.. “ahi”. “Ahi” mio dolce tesoro, fammi un segno, lasciati leggere nelle pieghe del viso, negli sguardi fuggenti, nelle mani sincere, se e quanto questo

 

Ti piace. Io sarò attento a rimanere in quel confine con arte, la mia modesta arte che sempre sarà ispirata da te ed insegnata a te, mia padrona e serva, del sesso e dell’Amore, mia donna e amante, mio desiderio unico.

 

E prendete anche giocosamente, l’utilizzo delle mie mani e della mia bocca, anche in maniera non prevista dal regolamento… o persino di qualche oggettino che mi dovesse (rare volte) capitare per le mani, del resto l’abilità nel padroneggiare gli strumenti Signore la concedesti come nostra prerogativa. Ritieni un insozzarsi infantile, pulito, il prendere il culo, sfondar… ops, penetrarlo, anche con forza, ma con ardore, mai violenza, o se mentre ti possiedo infilo le mie dita anche lì. E non ti scandalizzare nemmeno se uso la mia lingua, per avvolgere tutto il corpo, anche in luoghi che nemmeno tu tocchi e penetri. Fa parte della mia fantasia, come il metterti in strane posizioni, da dove entrarti dentro, da dove tentare di riempirti. E mi piace anche insinuare il mio cazzo (ops…) tra il tuo seno, tra le tue natiche, sul tuo viso e lasciare che tu ti muova con esso, sopra o sotto di esso. Per poi riprendere ancora a possedenti, vederti sudare e baciarti dovunque, e immergermi in tutti i tuoi umori, in tutti i tuoi sapori… tu donna hai i succhi più eccitanti e saporiti del mondo.

 

Prendi come amore per il bello, se mi piace guardare e scovare la mia donna, se mi piace vedere e sentire che si veste, o adoro vederla e sentirla spogliarsi. E spogliarmi. Se gioco con le stoffe e i gioielli, con i veli e gli scialli, se voglio scoprire che forma ha la materia più semplice o più ricca, sul suo corpo e il suo volto. E spalmarle sopra olii e unguenti e creme, a anche l’acqua, signore l’acqua sul corpo di una donna… per amare come le sostanze mi mescolano alla sua pelle. Se mi eccita guardarla mentre si muove, mentre mi cucina, mentre lavora, mentre si sforza, partecipare con lei alle fatiche, prendendo con me i pesi, e lasciando a lei mostrarmi la sua leggiadria, le sue curve tese e morbide allo stesso tempo. Osservare e studiare, come i profili delle cose del mondo, diventano immediatamente più interessanti, con una donna davanti. Ma toccare ogni tanto, per vedere se è davvero vero ciò che vedo. Vederla e sentirla ballare.

 

E vi prego non mi biasimate, se a volte, mi piace trovarmi in situazioni o ambientazioni o situazioni un po’ particolari diciamo pure strane, insolite. O se pronuncio qualche oscenità, lo penso ma soprattutto lo dico, mi piace essere sincero fino in fondo, far uscire i miei pensieri... mi piace sentire anche come suona. Mi piace fica, sorca, fregna (La Fregna !) tette, tettine, tettone, culo, culetto, culone, zinne, zinnone, chiappe, chiappotte, chiappone, mandolino, violino, chitara, chitarone, bocce, boccioni, cosce, coscioni, gambe, carne, ciccia, pelle, cazzo... ti sbatto ti rompo, mi ti faccio, me te scopo, mo te trombo, mamma mia che te farei, mamma mia che te faccio mò, vieni quà... se t'acchiappo, se te pijo, t'ho preso, dove volevi andare, mo riprovaci, ti faccio godere, anzi voglio farti godere, bona, figona, gnoccolona, e tutti gli altri epiteti che le darei o come la chiamerei, ma questo è solo cosa tra noi...

 

Sopportate, se non faccio altro che baciarti, stringere le tue carni e affondare le mie dita e le mie labbra, quando mi sgusci furtiva o quando mi cavalchi selvaggia, quando ti monto infuriato o quando mi salti sopra o ti sbatto a me scatenata, o quando mi sei davanti inarcata e sensuale. E anche quando ti parlo, dopo, perdona i miei baci e le mie mani; se poi mi fermo a guardanti mentre giaci accanto a me, se scruto ogni centimetro del tuo corpo mio, se osservo ogni gioco dei peli, o ogni curva della tua sensualità, ogni piccola espressione del tuo volto, se mi rapisce ogni piccolo suono della voce, ogni angolo degli occhi e delle tue carezze.  Conosco la mia debolezza, per accarezzare, palpare, sentire, strofinare, impastare, sfiorare, le carni. Sentire la polpa, come ad un frutto… e mordere, si mordere come un Leone, ma poi baciare, succhiare ansiosi, annusare curiosi e alla ricerca dei più piccoli atomi, schiaffeggiare, stringere e sbattere come il mare o il vento stesso fanno…. Non sono forse parole che già nel creato sono comprese ? Non è poi tutto questo lo spettacolo della natura ?

 

E mi piace che mi tocchi, si che tu mi tocchi e ti tocchi, ti accarezzi il corpo te lo stringi, e che me lo mostri, e ti baci e mi baci, mi lecchi e mi fai. Che mi spingi la testa quando ti bacio, che mi stringi il culo, e mi accarezzi il petto, mi graffi le spalle e mi tornenti la schiena. E anche se senza volere mi avrai fatto dei piccoli segni, perchè questo ti è uscito dal corpo e dell'anima, imparerò questa mappa per darti e darmi, sempre più piacere. Perchè la donna, Dio tu l'hai fatta con una energia e una forza incredibile, e chi sono io per arginarla ? Tu, Donna mi dai sempre di più, e non ti stanchi mai.

 

Signore grazie della tua creazione, spero di iniziare appena a comprenderne i misteri. Donna, io Ti Amo, mia Strega e mia Fatina, e amarti col corpo è solo un modo per scoprire i tuoi desideri, i tuoi sogni, la tua voce e il tuo sguardo davvero, per continuare ad esplorarti meglio, per dare una sfumatura più intensa al tuo romanticismo, un colore più tenue alla tua dolcezza, un tratto più deciso alla tua profondità. Per capire la tua mente ed esserti amico. Ricorda sempre che il nostro ritmo diverso è opera del Capo qui sopra, e che quando ti ferisco dentro è non solo per la tua fragilità, ma anche per mia debolezza.

 

PrincipeLeo

 


domenica, 21 ottobre 2007

Mi accorgo che serve una piccola premessa per spiegare meglio di cosa parlo. Tutti sappiamo cos'è un Dejavù; ebbene a me da qualche anno, da quando in particolare ho iniziato a viaggiare molto, questo di per se strano evento sembra accadere con connotati particolari. E non ho ancora capito quanto questo strano dejavù sia comune ad altri. Nel momeno del dejavù, mi sembra non solo di aver vissuto quel momento nel passato, ma (quasi) di ricordare che lo avevo sognato o immaginato; mi sembra addirittura di ricordare cosa pensavo, la mia perplessità di fronte a quell'episodio che magari accadeva avulso dal senso del sogno o del pensiero; a volte ricordo me stesso che diceva "e questo cos'è" ?, o "che c'entra adesso uesta parte" ? oppure "questa cosa dovrebbe accadere in futuro".

Non nego che potrebbe essere semplicemente un condizionamento, ma a volte il ricordo dura qualche secondo e non solo un attimo, e ancora adesso ho uno sfuocatissimo ricordo di un paio di essi.

Un "Dejavù Consapevole"

Mi sembra di ricordare, e allora so che stò vivendo un segno. Questa è la sensazione di Consapevole Dejavù che a volte sento. Aver recuperato un frammento sparso di un sogno... a questo punto, premonitore.

La sorpresa arriva sempre alla fine, come "la verità".

Alla fine, quello che sentiamo, quello che chiamiamo "destino", non potrebbe essere solo una creazione avverata, una nostra creazione avverata di un futuro immaginato dalla nostra mente ?

Che in un attimo di pienezza consapevole ha suggerito cosa potevamo essere, cosa dovevamo fare ?

A volte allora, capita che lo realizziamo.

Così forte è il desiderio, così indomabile l'istinto, così micidiale è la mente, che disegna a colori e completo di sensazioni, il perfetto, umanamente, svolgersi della nostra vita.

I sogni sono certo i desideri o la lettura pazza del presente; ma sono quindi anche il nostro saper creare, voler creare l'evoluzione della nostra vita.

E' un segno che arriviamo a questi snodi, a questi punti dell'esistenza. Il simbolo che stiamo percorrendo la nostra vera vita. Lo stemma dell'anima su una colonna nella giungla, nella caotica città. La sensazione colma di meraviglia di essersi ritrovati, è pari solo alla gioia di raggiungere una certezza riflettendo; pensando a lungo, ascoltando pazientemente, con cura e umiltà, con fede in noi e inguaribile orgoglio, la nostra mente... inseguendo l'onore ovunque si insedi... dando libere scrollate al nostro cuore, e chance di grandezza al nostro essere, saltando mai volando, e arrivare ad una certezza, con la serenità ed il coraggio di cambiare strada o percorrerla fino al prossimo snodo, sapendo che potrebbero non essercene più... ma sapendo comunque di averla percorsa e gustata.

Strutturare la mente col pensiero e saperla stravolgere con l'istinto, per trovare poi ancora l'equilibrio. E' questo forse il segreto, la seconda via a questi "simboli".

Per fortuna poi, i segni e le indicazioni, sono molto più comuni del Dejavù Consapevole, strana magia, spesso per i soli pazzi o per gli attenti.

E in fondo poi allora, è ancora + bello, il sapere che tutto questo può esser stato un errore

una immaginazione...

Che si debba ricominciare da più indietro, o che si debba fare un balzo + grande.

La mossa del Serpente,

o il balzo della Tigre...

l'unghiata del Drago,

il suo volo

incontro al Sole.

 

Leo - Ottobre 2007

 

medium_gatto_nero

 


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categorie: sogni, strada, pensiero, sognare, anima, destino, creare, meditazione, segno, simbolo
sabato, 21 aprile 2007

Il Futuro che intuisco ( 2000 )


Mi incammino verso il mio ignoto,
affettuoso oppure tetro amico,
miei genitori
mio inferno.

Il sogno che non ricordo,
nel tranquillo mattino,
con qualcosa di strano nell’anima.

Sarà vivere un momento del futuro
sarà un viaggio in un mondo
dall’altra parte della mia vita;
nella parte opposta,
del ventre dell’universo.
Attendendo il suo centro,
la sua esplosione.

Sarà un sorriso con me stesso,
l’alba di una nuova vita
nel ciclo delle mie esistenze quotidiane.

Sarà un andare nel buio
sotto quella montagna in lontananza
che vedo nascondersi al mio passaggio
tra la strada illuminata.
Affascinante
con quel senso di paura
che mi piace.
Con quella voglia di perdermi nel buio
che mi piace.

Il mistero che voglio avere
accanto come un vecchio amico.
A cui voglio raccontare il timore che avevo,
la straordinaria avventura
di un essere umano;
possiamo averlo nei momenti in cui
un ribelle spirito di grandezza ci scava la verità.
Uno sconcertante tesoro
nato dal comparire di un Dio a se stesso.

(…)

 

 

spiga_sole

 

Deserto

 


postato da: Leo10 alle ore 20:08 | link | commenti (56)
categorie: natura, vita, spirito, sognare, anima, meditazione, realtà
martedì, 27 marzo 2007

Martedì notte ore 3:03...

E' molto tardi, e io a letto proprio non ho voglia... e dire che stasera volevo fare presto, come sempre nella mia vita. E come sempre domani mattina si ripeterà (forse) la mia peggiore maledizione: mi alzerò tardi e andrò tardi a lavoro, come prima a scuola, come prima di sotto in giardino eppoi in strada a giocare....

Oggi è stata una della tante giornate importanti della mia vita, una delle tante che domani sarà ancora più importante. Mi vogliono fare Direttore Commerciale di una nuova azienda, io, che ho da 7 anni un enorme anello afgano al dito, che non mi faccio la barba, che mi vesto come un viaggiatore e a volte fico, e che sembro tutto tranne che un imprenditore, anche se in realtà lo sono fino al midollo, almeno spero. pò sono già un inventore, e per me è tanto... Questione di geni credo e di fortuna, che ho già un'attività a cui dedicarmi di famiglia, dove ho riconfermato quello che credevo di essere: una persona a cui piace creare e che gli piace stare con la gente. Fare squadra e fare da solo...inseguire un sogno e costruirlo. Con tutti e nonostante tutti.

Oggi ho anche vissuto una tenera emozione con una donna, è bastato guardarsi negli occhi, trovare una scusa per costruirsi una passeggiata in macchina insieme, stare accanto, appena non sfiorarsi, parlare di musica, raccogliere un fiore in un campo vicino alle pecore e una tacita promessa di amore anche se impossibile... e vedere come questo sia bello, forse + del giro in macchina che mi ero costruito prima con un'altra mia amica (con la stessa scusa) finito con un bacio sull'orecchio, una proposta oscena una strizzata alla coscia, e una promessa di sesso (con affetto chiaro, sennò non è nemmeno sesso)...anche se mi sono eccitato solo quando le accarezzavo i capelli parlandole dolcemente, e a lei piaceva. Perchè maiala è maiala, ma sempre donna.

E sono lo stesso che poche ore prima si era incazzato (ed era rimasto male) perchè mi si ricordava del miovecchio ormai bellissimo amore, bellissimo per quanto stronzo amore....che si ribellava come un leone in gabbia, preso da una tenera emozione e una furente ribellione...

Si sempre io che ora scrivo quì non so a chi e in fondo nemmeno perchè, se non per il fatto che mi sembra che qualcuno mi ascolti, non fosse altro per la mia anima che può ritrovarsi un pò. E tirar fuori questa energia immensa e questa tenue malinconia. Sempre io, che prenderò la macchina ed andrò a casa dall'ufficio, calcando ancora la strada, mia amica fedele che sempre mi aspetta, e mi accompagna allo stasso posto, ma in modo sempre diverso.

Quello che ama accostare gli opposti e gustarli entrambi.

Quello che penserà ancora al viaggio intorno al mondo di questa estate, alle piccole rivoluzioni che mi cercherò per il mondo, alla pallottola che mi beccherò pensando di non aver paura, ma già sapendo che in quel momento tremerò e forse chiederò pietà. Ma se, in quel momento, mi verrà in mente Luca e Leo, allora so che con le lacrime agli occhi mi alzerò e diro "e allora spara, infame". E questo mi basta.

Quel piccolo uomo che cercherà una canzone per radio, sapendo che l'attendeva. Che vivrò quell'emozione come quando si è in un lungo bacio, o si fa un massaggio arrivando al giusto movimento, velocità e pressione, o si gioisce per un gol o un colpo ben assestato in combattimento, o si scrive o si parla ad un esame, o ad una importante riunione. Con tutte quelle immagini che mi si affolleranno nella mente, splendenti e cariche di emozione. Uniche e senza possibilità di metterci mano, come in questo scritto.

La mia vita è così, tante emozioni, tante speranze, un rialzarsi continuo da cadute spesso provocate da me. Perchè la vita di uno che scrive è così, complicarsi le cose, perchè la vita, complicata lo è. basta scoprirla sta cavolo di complicazione... e allora, il sole di oggi rimane dentro, i tremori e i momenti, anche se ci vorresti tornare sopra per viverle meglio, sono lì già perfette nel loro essere andate con te sopra.

Che vi devo dire amici che non conosco ? domani sarò quì e leggendo questo scritto sembrerò vecchio di ieri, o nuovo di oggi, e con l'energia per domani. Pensando un attimo a chi non può e non sa, e incazzandosi con chi può troppo e sa troppo. convinto di essere "io sì buono e profondo", ma scoprendomi migliore solo quando capisco che sono come gli altri, e per questo saprò in cosa posso essere migliore.

Chissà che cazzo ho scrito fino adesso, chissà se ho detto ciò che volevo: gioia, energia, passione, tristezza ( ma sì perchè dire sempre malinconia, per distinguerla in maniera snob), voglia, anzi pazza consapevolezza che i sogni possono essere veri, e queso "possono" mi basta, e mi salva dalla sconfitta, anzi no dall'umiliazione per la sconfitta. Perchè basta perdere a testa alta e saper vincere a testa bassa.

Sono quì ora, contento che le dita hanno corso veloci, senza fermarsi. Anzi contento e basta, perchè mi piace vivere, anzi no perchè questi 20 minuti sono vivere come piace a me.

Vabbè adesso vado a letto...domani mi devo alzare presto.

                                                                                               

LucaLeo

 

 

Fotografia 4


domenica, 18 marzo 2007

“I Fiori del Male”, di Charles Baudelaire.

 

1. Benedizione.

Quando, per decreto delle potenze supreme,

il Poeta compare in questo mondo annoiato,

sua madre spaventata, traboccando bestemmie,

verso Dio stringe i pugni, che ha pietà del suo stato:

- “ Ah! avessi partorito un groviglio di vipere

piuttosto che nutrire questa derisione!

Maledetta la notte e il suo piacere effimero,

che concepì il mio ventre la mia espiazione!

Poichè tu m’hai scelta fra tutte le donne

ad essere il disgusto del mio triste marito

e poichè non posso, come un biglietto d’amore,

rigettare nel fuoco questo mostro rachitico,

farò rimbalzare il tuo odio che mi accascia

sul dannato strumento della tua malvagità

e tanto torcerò questa miseria di albero

che non aprirà mai i suoi bottoni impestati !”

 

 

E così ringhiottendo la schiuma del suo odio,

non comprendendo nulla degli eterni disegni,

lei stessa appresta in fondo alla Geenna i roghi

consacrati da sempre ai delitti materni.

Ma sotto la tutela invisibile d’un Angelo

il bimbo diseredato s’inebria di sole,

e in tutto ciò che beve e in tutto ciò che mangia

ritrova il nettare vermiglio e l’ambrosia.

Gioca con il vento, parla con la nuvola,

della via della croce s’esalta cantando;

piange a vederlo lieto come un libero uccello

lo Spirito che segue il suo pellegrinaggio.

Quelli che vuole amare guardano a lui con timore,

oppure fatti arditi dalla sua tranquillità,

gareggiano a chi sa tirargli fuori un lamento

e su di lui cimentano la propria crudeltà.

Nel pane e nel vino destinati alla sua bocca

mischiano sputi e cenere, e con ipocrisia

mostrano di gettare tutto quello che tocca

e s’incolpano d’essersi trovati sulla sua via.

 

La sua donna proclama sulle pubbliche piazze:

“ Poichè mi trova bella al punto che mi adora,

farò il mestiere degl’ idoli dell’antichità

e voglio farmi anch’io coprire tutta d’oro;

m’ubriacherò di nardo, di mirra, d’incenso,

di genuflessioni, di carni e di vini,

per sapere se posso, in un cuore in cui regno

usurpare ridendo gli omaggi divini !

E quando ne avrò abbastanza di queste farse empie,

poserò su di lui la mano fragile e forte,

e le mie unghie simili a quelle delle arpie

sapranno aprirsi una strada fino al suo cuore.

Come un uccello implume che palpita e trema

gli strapperò quel cuore rosso vivo dal petto,

e lo scaglierò in terra con gesto di spregio

per darlo in pasto al mio animale prediletto !”

Al Cielo, dove i suoi occhi vedono un trono splendido,

il Poeta sereno leva le braccia religiose,

e i vasti lampi del suo spirito lucido

gli celano la vista delle folle furiose:

 

 

“ Sii benedetto, o Dio che dài la sofferenza

come divino farmaco alle nostre impurità,

come la più efficace e la più pura essenza

per preparare i forti alle sante voluttà !

Sò che sempre riservi uno spazio al Poeta

nelle file felici delle sante Legioni,

a che Tu lo inviti alla festa eterna

delle Virtù, dei Troni, e delle Dominazioni.

So che il dolore resta l’unica nobiltà

a cui non morderanno la terra nè gl’inferni,

e che per intrecciare la mia corona mistica

pagano il loro scotto le ere e gli universi.

Ma i gioielli perduti dell’antica Palmira,

i metalli ignoranti , le perle del mare

dalla tua stessa mano montati, non arrivano

a comporre un diadema così fulgente e chiaro;

perchè sarà formato solo di luce pura

attinta al focolare dei raggi primordiali,

di cui gli occhi mortali, nel loro pieno splendore

non sono che gli specchi lacrimosi ed oscuri !”.


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categorie: poesia, sogni, arte, baudelaire, spirito, anima, poeta, divinità
mercoledì, 07 marzo 2007

Sogni...

 

Sogni... colpi d'ala dell'anima libera e serena.

Fede del guerriero, follia del bambino, coraggio del poeta...

Raggiungimi in volo fortuna !

Eleva ankora il mio cuore, tra le baccia dolci della Luna,

tra i baci roventi del Sole.

Sogno... battito del cuore ke mi fermo ad ascoltare.

SMS notturno... Gennaio 2007

 

Notti...


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categorie: poesia, cuore, sogni, sms , pace, ascoltare, cielo, sognare, anima, sole, bambino, volo, fortuna, libertà, luna, bacio
lunedì, 05 marzo 2007

Cielo Stellato e Capanna

Forse ho scelto un tema strano, sono andato per istinto... che differenza c'è tra il sogno e la realtà ? Vorrei che fosse solo un modo per parlare di cosa ci passa per la mente, per raccontare storie che ci accadono, in cui queste due parti della nostra vita si intrecciano e convivono e si distaccano, a volte per sempre... o a volte semplicemente non si incontrano mai.

Si perchè la vita è fatta di sogni e realtà, comuqnue. E se ci pensate il confine a volte stà solo in quello che sappiamo, in cui crediamo o immaginiamo, in cosa e come lo percepiamo, in quello che ci dicono o in quello che riusciamo a sapere...

Un sogno può divenire reale oppure una realtà quotidiana, quando finisce, può diventare un sogno che vorremmo avere ancora con noi. A volte si vive un sogno che è solo una realtà che prendiamo per scontata ! In certe occasioni invece non possiamo concederci di sognare, altrimenti potremmo sciupare i giorni, o sprecare altri desideri più profondi. A volte nell'inseguire un sogno si vive una realtà piena di passione e speranza, e anche se non raggiungiamo mai ciò che cercavamo, questo tipo di vivere è già di per se un sogno.

Un saluto e un abbraccio

Luca